Valdo Spumanti va in America e pensa a bollicine da vitigni esteri

Valdo Spumanti, di Valdobbiadene (Tv) che ha festeggiato il novantesimo anniversario dalla fondazione avvenuta nel 1926 mettendo a segno un nuovo aumento (+5%) di fatturato. La società presieduta da Pierluigi Bolla punta a chiudere il 2016 con oltre 15 milioni di bottiglie vendute e un giro d’affari di 57,5 milioni di euro, generati per il 52% dall’Italia e per il 48% dall’estero a cominciare dalla Germania, storico mercato estero di destinazione delle bollicine prodotte dal brand leader nel Prosecco Superiore docg di Conegliano e Valdobbiadene.
Intanto si opensa all’apertura, prevista entro il 2017, di una sede di rappresentanza negli Usa.
Valdo è sempre stata seguita negli Usa dalla società di importazione Pasternak, controllata dal noto gruppo francese Château Lafite Rothschild, che nei giorni scorsi è stata acquistata dal gruppo Palm Bay, con in portafoglio i prodotti di oltre cinquanta aziende vinicole e distillerie internazionali tra cui le italiane Ferrari, Fontanafredda, Cavit, Aneri e Bertani.
La seconda notizia è collegata al successo della nuova linea Spumanti italiani, lanciata per cavalcare il trend delle bollicine da vitigni autoctoni e per valorizzare, forte di un know how consolidato nella spumantizzazione, le produzioni extra Veneto. Il 2016 ha visto il debutto dei prodotti a base di uve Falanghina, Pecorino, Passerina e Moscato. “Siamo partiti con piccoli numeri – afferma Pierluigi Bolla – per capire se il gusto di questi prodotti avrebbe incontrato un interesse da parte del consumatore e del trade. Constatato che la linea piace, il prossimo anno allargheremo la produzione fino a 50-60 mila bottiglie soltanto per l’Italia. Procediamo a piccoli passi ma con costanza, esattamente come abbiamo fatto in Germania dove siamo stati i primi a esportare il Prosecco e dove oggi controlliamo una quota di mercato pari al 27% del totale Prosecco spumante. Il mio sogno, per Spumanti italiani, sarebbe replicare quanto è stato fatto con il Prosecco”.
Infine, proprio partendo dalla filosofia di Spumanti italiani, Valdo non esclude in futuro di lanciare anche bollicine da vitigni esteri. “È uno degli obiettivi fissati per i prossimi quindici anni e siamo in fase di sperimentazione. Se tutto va bene, dal 2020 saremo già in condizione di far qualcosa, iniziando al di fuori dall’Europa”.