Da Granoro la pasta innovativa

Marina Mastromauro

L’innovazione anche nella pasta. Uno dei più tipici prodotti alimentari italiani si evolve per venire incontro alle rinnovate esigenze dei consumatori. E’ la scelta di Granoro che sta sperimentando nuovi prodotti. Per questo l’azienda pugliese prevede di investire 1 milioni di euro per ampliare linee di produzione e impianti di confezionamento. L’obiettivo è di immettere sul mercato nuovi tipi di pasta e conquistare nuove quote di export.
Se nel 2012 l’export di Granoro valeva un 30 per cento circa del fatturato complessivo, oggi è arrivato a pesare il 40. Merito di paesi come il Giappone, l’Indonesia, le Filippine che pian piano stanno introducendo questo alimento nella loro dieta. Granoro adesso arriva in oltre 180 paesi. Il restante 60 per cento del giro d’affari di 71 milioni di euro (+2,5 per cento rispetto al 2015) è invece realizzato in Italia, grazie ad accordi con le grandi catene dei supermercati.
Ma la sfida di Granoro è soprattutto su nuove tipologie di pasta legate ai temi salutistici e del benessere.
“Per esempio in collaborazione con l’Istituto Sant’Anna di Pisa è nata la pasta Cuore Mio Bio, che promette di ridurre il colesterolo”, dice Marina Mastromauro, amministratore delegato.
Altro progetto al quale l’azienda sta lavorando dal 2012 è quello della linea Dedicato, che aggrega 140 piccoli produttori di grano pugliese che forniscono la materia prima per circa 40mila quintali di pasta. Una sorta di esperimento per promuovere i prodotti agricoli coltivati nel Tavoliere e rafforzare i rapporti tra agricoltori e consumatori.
Gli stabilimenti dell’azienda di Corato producono ogni giorno 3.500 quintali di pasta di 150 diversi formato  impiegano un centinaio di dipendenti.