Etichettatura a semaforo: rischi per le produzioni Dop e Igp italiane

Il ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina

Sono un’opporrtunità per i consumatori o un elemento distorsivo del mercato? Le opinioni sullì’ipotesi di introdurre le etichette a semaforo negli alimenti suggerita dalla Commissione europea sugli alimenti sono molto differenti tra loro.
Il nostro governo è contrario e invita alla prudenza.
”Scriveremo ancora anche nelle prossime ore alla Commissione Ue di intervenire per impedire la diffusione di un elemento così distorsivo del mercato”, afferma il Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, commentando la notizia sull’appoggio a un possibile sistema di etichettatura a semaforo da parte di alcune multinazionali dell’industria alimentare europea.
”Ribadiremo con forza il nostro no a questo sistema semaforo”, precisa Martina, nel ricordare che già lo scorso anno insieme a 15 Paesi europei lo aveva contrastato apertamente perche’ ”provoca danni economici e d’immagine ai nostri prodotti, non porta alcun beneficio per i consumatori e non promuove uno stile alimentare equilibrato o una dieta sana, classificando i cibi con parametri discutibili e approssimativi”.
Secondo il ministro ”non è accettabile che prodotti di qualità Dop e Igp possano essere marchiati con semaforo rosso, così come succede con altri alimenti che fanno parte della dieta mediterranea, come il pesce e l’olio d’oliva, mentre bibite gassate senza zucchero ottengono il semaforo verde”
Favorevoli invece le multinazionali del food. Sono sei di loro, infatti, a sollecitare l’adozione del nuovo sistema di etichettatura da parte dell’Ue.
L’associazione dei consumatori europei del Beuc “accoglie con favore” l’annuncio delle multinazionali dell’alimentare di voler sviluppare un’etichettatura nutrizionale a semaforo, ma “deplora il modo in cui i produttori vogliono definire i colori che riflettono il valore nutrizionale degli alimenti”. In particolare, il Beuc ritiene che potrebbe risultare fuorviante per i consumatori il fatto che l’etichetta con codice cromatico a indicare la presenza di grassi, sale e zuccheri sarà integrata da informazioni sulla porzione.
“Rifiutiamo – si legge in una nota dell’associazione – una combinazione di colori che utilizza la porzione come riferimento” perché renderebbe “non solo più difficile per i consumatori confrontare le etichette degli alimenti e capire quale prodotto è l’opzione più sana ma potrebbe addirittura trarre in inganno”.
Contraria anche FoodDrinkEurope, associazione di categoria dell’industria alimentare Ue. “Riconosciamo che l’iniziativa si basa sul sistema delle porzioni di riferimento, che FoodDrinkEurope ha sviluppato per aiutare i consumatori a fare scelte consapevoli” ma, sottolinea la nota dell’associazione, “FoodDrinkEurope e la maggioranza dei suoi membri non sono a favore dei codici cromatici in quanto potenzialmente fuorvianti e fonte di confusione”.

Ma cos’è l’etichettatura a semaforo?
Si tratta del cosiddetto ‘traffic lights system’, a suo tempo introdotto su base volontaria dalla grande distribuzione britannica col sostegno delle associazioni dei consumatori e poi recepito dall’amministrazione sanitaria d’oltremanica. In sostanza, si tratta di apporre sulle confezioni dei prodotti una sintetica informazione sul contenuto di grassi, zuccheri e altro, utilizzando i colori verde, giallo e rosso in misura delle quantità contenute e delle loro possibili ripercussioni sull’equilibrio di una sana alimentazione.