Il Gorgonzola bene anche all’estero

Il 36% del Gorgonzola Dop prodotto viene esportato in 76 Paesi in tutto il mondo. E nel 2016  l’export è aumentato su base annua dell’8,7%.
Sono alcuni dei dati emersi dall’assomblea annuale del Consorzio di Tutela del Gorgonzola svoltasi a Milano.
Lo scorso anno la produzione è aumentata dell’1,78% pari a 79.918 forme in più.
In particolare nel 2016 la produzione ha raggiunto, complessivamente 4.581.155 forme: il dato più alto mai registrato nelle rilevazioni dal 1976. Il 68,5% della Dop è stato realizzato dai caseifici del Piemonte, mentre il 31,5% da quelli lombardi. Confrontando i dati relativi alle tipologie, si evidenziano incrementi significativi per il piccante, che raggiunge l’11,27% del totale, e per il gorgonzola prodotto con latte biologico, con un aumento di circa 10mila forme (0,74% sul totale).
“Siamo in presenza di una tendenza positiva che va consolidandosi. Questo vuol dire che investire nella qualità paga perché consumatori e operatori la richiedono sempre più. Anche l’attività di promozione messa in atto con continuità dal Consorzio in questi ultimi anni ha sicuramente contribuito a questo successo: dalla riconferma per altri 3 anni del testimonial Cannavacciuolo, alla costante presenza all’estero nelle molteplici attività di valorizzazione  fino al rafforzamento della nostra presenza sul web in Italia e all’estero: tutti questi aspetti concorrono a far conoscere le qualità del Gorgonzola ad un pubblico sempre più numeroso e interessato”. commenta Il Presidente del Consorzio Gorgonzola Renato Invernizzi.
Per quanto riguarda le esportazioni l’Ue si conferma il principale mercato, con una crescita del 9,5% sull’anno precedente. Germania e Francia importano oltre 10mila tonnellate delle complessive 20.237 dell’export. Questi mercati, nel 2016, hanno continuato a crescere, in particolare la Germania (+42%). Gli Stati Uniti, al netto delle tante imitazioni locali, hanno importato 482 tonnellate, con un incremento del 46%. In Canada si evidenzia l’influenza negativa dell’accordo Ceta, con un drastico calo dell’importazione di gorgonzola, che ha registrato una battuta d’arresto del 25%. Incrementi in Asia (+5,4%), con Giappone e Corea del Sud a guidare la crescita. Perdono quota, invece, Cina, Vietnam e altri paesi dell’area Asia Sud, anche a causa della presenza di similari soprattutto americani.

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