Ecco Fico, la Disneyland del cibo di Bologna

Una panoramica interna di Fico

Per Oscar Farinetti di Eataly è “un’Expo permanente per la filiera dell’agroalimentare made in Italy”. Fico, Fabbrica Italiana Contadina aprirà i battenti a Bologna mercopledì 15, ma è stata presentata in anteprima alla stampa.
La nuova Mecca dei buongustati italiani (e non solo) avrà ingresso rigorosamente gratuito, conta di ospitare 6 milioni di visitatori annui, su una superficie di 100.000 mq di cui 20.000 all’aria aperta, con 200 animali, 2.000 varietà di piante ortofrutticole, per un investimento compòlessivo di circa  100 milioni di euro.
Il parco sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 24 e potrà essere visitato anche in bicicletta che si potrà trovare nell’apposiyo parcheggio all’ingresso principale.
L’area esterna copre una superficie di due ettari, con stalle e campi all’aria aperta, dove è possibile osservare da vicino oltre 200 animali tra cavalli, asini, suini, bovini da carne e da latte, ovini e caprini, oche e conigli, galline e api. Oltre 2.000 le coltivazioni: cereali, piante aromatiche, ortaggi e legumi, frutti dimenticati, canapa e lino, barbabietole, tartufi (nel campo si possono anche vedere all’opera i cani da tartufo), agrumi, ulivi e vigneti. Il percorso esterno si conclude con una rappresentazione in miniatura del territorio italiano, con una riproduzione fedele dei monumenti simbolo del Paese, dove grandi e piccini potranno divertirsi giocando a minigolf.
L’area interna, invece,  copre una superficie di 8 ettari: 40 le fabbriche contadine presenti, con tantissimi laboratori a vista ‘trasparenti’, per far conoscere  e apprezzare l’industria della trasformazione alimentare nostrana, affidata a 150 tra grandi e piccole aziende, alcune delle quali vengono proprio dal Bolognese.  I visitatori possono ammirare tutto il processo produttivo di 6 filiere agroalimentari, “dal campo alla forchetta”, come recita lo slogan del parco: carne, uova e pesce, latte e formaggi, cereali, ortofrutta e conserve, bevande e condimenti, dolce.
I punti di ristoro saranno 40: 10 ristoranti, 16 chioschi, 13 choischi delle diverse fabbriche del cibo e 6 bar. I ristoranti variano dall’Osteria del culatello di Antica-Ardenga alla pizzeria di Rosso Pomodoro, dalla pasta di Fico by Amerigo al bistrot della patata di Pizzoli, e poi ancora Zivieri-La Granda, l’’Osteria dei borghi più belli di Italia’ del Consorzio Ecce Italia, il Giardino cucina mediterranea, il mare di Guido, la bottega del vino di Fontanafredda, il ristorante Cinque di Enrico Bartolini, l’Acetaia – trattoria gnocco e tigelle di Cognento, l’ulivo bistrot, l’osteria del fritto di Gaetano e Pasquale Torrente e il ristorante Bell’Italia di Camst-Eataly.

L’ingresso centrale

Ma il cuore di Fico è la zona coperta, di 80.000 mq, che ospita innanzitutto le 40 fabbriche contadine che producono, sotto gli occhi dei visitatori che possono degustarle, una serie di eccellenze nazionali che vanno dalla pasta al riso, dalla salumeria ai formaggi, ai sughi, per non parlare di olio di oliva, vino, birra e tutto quello che può tenere banco sulle tavole italiane.
Ogni laboratorio è gestito da un partner, azienda o consorzio, con un parterre che vede schierati, fra gli altri, Consorzio Parmigiano Reggiano Dop, Consorzio della mortadella di Bologna Igp, Lavazza, Mutti, Venchi Torino, tanto per citare a caso.
Il supermercato gourmand, gestito da Eataly e da Coop Allenza 3.0, è di 9.000 mq.
Le attività all’interno di Fico comprendono poi incontri, convegni, sessioni didattiche, corsi di cucina e molto altro ancora.