Per Melegatti fallimento in vista

Lo stabilimento di S, Giovanni Lupatoto

La Procura della Repubblica di Verona ha chiesto il fallimento della Melegatti. Una decisione in merito è attesa a breve nonostante l’azienda abbia chiesto altri 20 giorni di tempo per presentare un piano industriale. In corso di udienza l’offerta degli emissari italiani del fondo americano DE Shaw è stata ufficialmente presentata ai giudici attraverso i rappresentanti dell’azienda dolciaria, presente anche la presidente Emanuela Perazzoli. Sempre in udienza, tuttavia, il pm Sergi ha avanzato ai giudici istanza di fallimento nei confronti dell’azienda, richiesta che potrebbe sottintendere un qualche interessamento sulla vicenda da parte della procura scaligera.
I giudici, dunque, si sono riservati, ma la decisione sul fallimento o la concessione di ulteriore tempo non dovrebbe farsi attendere più di qualche giorno. Ai lavoratori in spasmodica attesa fuori dai cancelli del tribunale, quindi, non è rimasto altro che ritornare a casa con la stessa incertezza con cui erano arrivati, mentre Luca Longaretti, rappresentante del fondo, ha ribadito l’impegno dell’investitore nel salvataggio di azienda e posti di lavoro. Se davvero il fondo americano riuscirà a salvare Melegatti dal fallimento, sarà un’operazione in extremis. Già la strada che l’azienda aveva intrapreso, non presentando il piano di concordato entro la scadenza del 7 maggio, aveva aumentato di molto le difficoltà; chiedere un’ulteriore proroga ai giudici, riuniti per sancire l’inammissibilità della stessa domanda di concordato, è davvero un percorso irto di ostacoli. Le stesse organizzazioni sindacali sembrano non credere che questa sia la strada giusta per salvare Melegatti, al di là dell’impegno dimostrato dal fondo americano.

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