Accordo CETA verso la bocciatura?

Lo ha sempre detto. A Gian Marco Centinaio, nuovo ministro dell’Agricoltura, il CETA, l’accordo commerciale Ue-Canada non è mai piaciuto. E per questo ora è pronto a bocciarlo. E il voto negativo dell’Italia farebbe decadere l’intera intesa.
Con l’entrata in vigore provvisoria del CETA (firmato il 30 ottobre del 2016 da UE e Canada) sono già a regime le clausole che riguardano le materie di competenza europea, come le misure non tariffarie e la tutela delle Indicazioni Geografiche. Secondo i sostenitori, questo consente di abolire di fatto il 99 per cento delle tariffe doganali canadesi per un valore di 400 milioni di euro, mentre alla fine del periodo di transizione la cifra – secondo le previsioni della Commissione Europea – potrebbe superare i 500 milioni l’anno. Inoltre, va considerata la rimozione di alcune importanti barriere non tariffarie e l’apertura del mercato degli appalti pubblici alle aziende europee. Tutto ciò in aggiunta al riconoscimento di 171 Indicazioni Geografiche europee (di cui 41 italiane). Con il CETA il Canada si è infatti impegnato ad aprire il suo mercato a formaggi, vini e bevande alcoliche, prodotti ortofrutticoli e trasformati. Tutti i prodotti devono essere conformi alle disposizioni dell’UE. Per l’Italia, l’accordo prevede la protezione di vari prodotti DOP e IGP: dalla bresaola della Valtellina all’Aceto Balsamico di Modena, passando per la Mozzarella di Bufala Campana e il Prosciutto di Parma o di San Daniele. I prodotti europei godrebbero di una protezione dalle imitazioni analoga a quella offerta dal diritto dell’Unione e non correrebbero più il rischio di essere considerati prodotti generici in Canada.
I critici del CETA sottolineano invece i rischi legati all’arrivo sulle nostre tavole di prodotti agricoli trattati con additivi chimici, Ogm o carne agli ormoni: paure sempre definite ingiustificate dalla Commissione Europea. Secondo Greenpeace, ad esempio, il trattato darà alle aziende del Nord America diversi strumenti per indebolire gli standard europei su ormoni della crescita, Ogm, lavaggio della carne con sostanze chimiche, clonazione animale. Per il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo la decisione di non ratificare il trattato di libero scambio con il Canada è una scelta giusta di fronte ad un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia. Secondo l’organizzazione con il CETA per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina, dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarebbe anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di parmesan.
L’eventuale no dell’Italia avrà effetti su larga scala, perché non solo impedirà l’entrata in vigore dell’accordo ma potrebbe segnare in generale il destino degli accordi commerciali di nuova generazione. Insieme alle disposizioni su dazi e barriere non tariffarie, questi fissano regole in materie come proprietà intellettuale e investimenti. Considerando i tempi lunghi dei processi di ratifica, con l’incertezza dovuta agli inevitabili cambi di scenari politici interni, si rischierebbe di vanificare del tutto gli accordi di questo tipo.

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