Ok il vino italiano in Cina, ma si può fare di più

La Fondazione Italia Cina ha pubblicato un rapporto sull’interscambio tra la nostra penisola e il grande Paese orientale. Per quel che ci interessa emenge che i nostri prodotti alimentari sono sempre più apprezzati dai consumatori cinesi.

Sul fronte complessivo alimentare è segnalato che l’Italia consegue un avanzo commerciale con la Cina nel settore grazie a un +8,54% di importazioni e al calo del 7,72% dell’export cinese verso l’Italia. Con Cioccolato, pasta, olio di oliva – si precisa inoltre – lo Stivale è tra il primo e il secondo posto nelle esportazioni, seguiti da spumante, acque minerali, vino, caffè e formaggi. “Complessivamente il made in Italy, non soltanto agroalimentare, ha superato per la prima volta i 20 miliardi di dollari scavalcando il record del 2014 con una crescita al di sopra del 22%, mai così accelerata – affermano i ricercatori – dal 2010. Il +22% dell’export italiano rappresenta la miglior cnescita di un Paese Ue in Cina”.

Tra i prodotti italiani più apprezzati c’è il vino che vede un aumento delle esportazioni tanto che  Nel primo trimestre del 2018 l’export enologico made in Italy in Cina è cresciuto del 62,82%. Oggi 9ll’Italia è al quarto posto tra i Paesi esportato di vino in VCina e ha appena superato la Spagna. 

Al primo posto resta sempre la Francia con 217.859 milioni di litri, seguita da Australia (105.777.343) e Cile (74.374.462).

I risultati dimostrano che gli sforzi fatti dall’Italia in promozione in questi anni hanno pagato. Tuttavia si può, e si deve, fare ancora molto. Il nostro vino non ha nulla da invifiare a quello ddi chi ci rpecede nell’export. Indispensabile, quindi, proseguire l’impegno di promozione e di penetrazione commerciale anche attraverso partnership con primari operatori locali. 

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