Il CETA fa bene all’export italiano

Nonostante i pareri contrari di alcune associazioni e i timori di qualche categoria a un anno dall’entrata in vigore provvisoria del Ceta, i dati Ue relativi ai primi 9 mesi per l’agroalimentare italiano verso il Canada indicano una crescita dell’export del 7,4% con aumenti significativi per prosciutto (+20%, San Daniele da solo +35%), pasta e biscotti (+24%), formaggi (+12%), cioccolato (+123%), ma anche vino (+2,7%, per il frizzante come il prosecco +12,6%), bevande non alcoliche +39%. Nel complesso l’export italiano è aumentato del 3%, con anche +7% in calzature, +4,8% abbigliamento, +58% cosmetici, +24,3% cucine.
I dati, resi noti dalla Commissione Ue in occasione del primo anniversario dell’avvio provvisorio dell’accordo di libero scambio Ue-Canada, mostrano che le esportazioni agroalimentari ‘made in Italy’ verso il Paese nordatlantico raggiungono un quinto dell’export totale italiano. Le bevande, incluse vino e alcolici forti, sono aumentate del 2,5%, pari al 10% delle esportazioni complessive. In particolare il vino, che rappresenta la principale esportazione tricolore verso il Canada, ha raggiunto il valore di 214 milioni di euro.