Svolta storica: Esselunga aprirà a Livorno

All’inizio della prossima estate il primo supermarket Esselunga aprirà i battenti a Livorno. La notizia sembrerebbe di ordinaria amministrazione, ma non è così. Si tratta di una svolta per certi aspetti storica. La città toscana, infatti, fino ad aora ha sempre alzato le barricate di fronte ai piani dell’azienda dei Caprotti.  Qui, nell’enclave massima della sinistra e delle sue molte declinazioni, sembrava impossibile per un marchio così poco affine a certe logiche tipiche invece del mondo cooperativo conquistare un posto in prima fila. Invece, è successo davvero. Per merito dell’azienda – da anni ferma nel suo interesse per Livorno – e per merito del primo sindaco non targato pd-ds-pds-pci: Filippo Nogarin, eletto quattro anni fa con il m5s.
L’idea di Esselunga di aprire uno ‘store’ a Livorno si perde sul finire del secolo scorso. Quando nella città labronica s’inizia a parlare di una nuova pianificazione urbanistica per quella che oggi è la zona commerciale del Parco del Levante. Una vasta distesa di negozi, supermercati e affini che faceva gola a tanti. Caprotti si fa avanti e come lui anche la Coop, ne nasce uno dei tanti duelli fra la grande distribuzione privata e quella cooperativa che in questo angolo di Toscana ha quasi sempre visto prevalere la seconda. Così successe anche a Livorno e ancora oggi c’è un mega supermercato Coop al Parco del Levante.
Ma ormai è fatta e i permessi per costruire saranno rilasciati nei primi giorni del 2019. Dopodiché i lavori potranno partire per quello che si annuncia come uno dei supermercati più moderni di Italia. Quattromila metri di superficie, 800 posti auto e un mega parco; un enorme fronte tutto in vetro e un avanzato sistema di gestione della temperatura con impatto bassissimo sull’ambiente. Ma soprattutto darà lavoro a 140 persone e nella fase di realizzazione occuperà il più possibile maestranze locali. Esselunga ha anche firmato un accordo con i commercianti del posto in modo da non ‘ammazzare’ le piccole attività, ma anzi valorizzarne i prodotti tipici e le produzioni di pregio. Non finisce qui, perché la società per cinque anni sarà main sponsor della città portando nella casse pubbliche 857mila euro da ripartire fra attività culturali e interventi di sistemazione, manutenzione e arredo urbano.

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