Preoccupa la guerra delle olive tra Usa e Spagna

La guerra delle olive tra Usa e Ue scatenata dai dazi all’import della produzione olivicola spagnola, rischia di avere gravi ripercussioni sulla nostra politica agricola.
Intanto l’Unione europea ha citato gli Stati Uniti davanti alla Wto er i dazi imposti sulle olive spagnole. Più precisamente “I dazi imposti dagli Stati Uniti sulle olive da tavola provenienti dalla Spagna sono ingiustificati, immotivati e vanno contro le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto, World Trade Organization, NdR). Domani, porteremo questo caso al sistema di risoluzione delle controversie commerciali Wto, dove chiederemo un confronto con gli Stati Uniti. Da parte nostra noi della Commissione abbiamo già sollevato questo caso con le nostre controparti statunitensi in molte occasioni. Insieme alle autorità spagnole continueremo a difendere con vigore gli interessi dei produttori dell’Ue”, ha scritto il commissario su Twitter.

Gli Usa ravvisano dei sussidi illegali nei fondi Pac -ovvero la Politica Agricola Comune europea- di cui beneficiano in alcuni casi le olive spagnole. Ma per l’Unione europea questi dazi imposti di recente sono solo un pretesto per attaccare la Pac e ciò che essa rappresenta per gli agricoltori comunitari, e potrebbero in futuro avere conseguenze su tutti i prodotti europei -anche italiani- che beneficiano allo stesso modo della Pac, esportati in America.

Ma in Italia c’è preoccupazione per le possibili ripercussioni sul Made in Italy agroalimentare.
“L’attacco Usa alle olive spagnole con l’aumento delle tariffe mette sotto accusa il sistema di aiuti europei all’agricoltura, e con esso, di fatto, una larga parte delle esportazioni agroalimentari dell’Unione Europea comprese quelle Made in Italy, che hanno raggiunto il record 4,2 miliardi di euro nel 2018 in Usa, il massimo di sempre grazie ad un aumento del 4%”:  afferma Coldiretti, mentre per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti il ricorso Ue è“una decisione scontata e assolutamente fondata, non solo per la tutela degli olivicoltori spagnoli, ma di tutto il sistema della politica agricola comune (Pac)”.
“Gli Usa hanno messo, di fatto, sotto accusa l’assetto normativo su cui poggia la Pac”, ha evidenziato Giansanti. “I sostegni chiamati in causa sono gli aiuti disaccoppiati, non legati alle singole produzioni, che sono assolutamente legittimi sulla base delle regole del Wto. Rientrano infatti nella cosiddetta ‘scatola verde’ che include i trasferimenti che non impattano sugli scambi commerciali. Se questa regola fosse rimessa in discussione  tutte le esportazioni verso gli Usa di prodotti che beneficiano dei trasferimenti della Pac potrebbero essere sottoposti a dazi aggiuntivi. E questo è un rischio grave per il sistema agroalimentare italiano”.
Nel 2017, ricorda Confagricoltura, l’export agroalimentare italiano verso gli Usa si è attestato a 4 miliardi di euro, con un’incidenza del 10 per cento sul totale dell’export di settore. E nei primi dieci mesi dello scorso anno si è registrato un aumento di circa il 9 per cento. Per il vino, in particolare, quello americano è il primo mercato di sbocco con vendite di oltre il 20 per cento sul totale delle esportazioni italiane.