Pini entra in Ferrarini e pensa al rilancio

Il Gruppo Pini, leader valtellinese della bresaola con 3.500 dipendenti e un fatturato di 1,6 miliardi di euro, entra nel capitale della Ferrarini e si impegna a fondo per il rilancio dell’azienda reggiana.  Più precisamente Il gruppo guidato da Roberto Pini si impegna a riportare alla piena operatività il sito produttivo di Langhirano, dedicato ai prosciutti crudi, e a costruire un nuovo stabilimento a Reggio Emilia, salvaguardando tutti i posti di lavoro. Per contro il Gruppo Pini avrà la possibilità, attraverso la struttura commerciale internazionale di Ferrarini, di allargare la distribuzione della Bresaola nei principali mercati mondiali.
L’operazione avverrà attraverso l’apporto di nuove risorse finanziarie nell’ambito di un concordato con continuità aziendale diretta che verrà presentato all’autorità giudiziaria competente nel corso dei prossimi giorni. L’azienda non verrà pertanto trasferita e rimarranno in essere i rapporti con i dipendenti attualmente in essere.
“L’operazione consentirà alla nostra famiglia di poter integrare tutte le fasi del processo produttivo e grazie ai rapporti commerciali con l’estero confidiamo di poter dare un nuovo importante impulso allo sviluppo del marchio Ferrarini sia sotto un punto di vista industriale che commerciale. L’investimento per il nostro gruppo è assolutamente strategico e di lungo periodo” ,ha detto  l’amministratore unico di Pini Italia S.r.l. Roberto Pini

E sarebbe imminente una soluzione anche per la Vismara cui è interessato il Gruppo Amadori. 

Intanto sempre Pini inaugurerà entro marzo un maxi macello in Spagna. Per questo il gruppo si sta concentrando sulla selezione e formazione del personale: nella prima fase saranno necessari 700 addetti, mentre a pieno regime il macello necessiterà di 1.600 lavoratori. 

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