Contratto alimentaristi: chiesto aumento medio di oltre 200 euro

Un aumento medio mensile di 205 euro. E’ questa la richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto degli alimentaristi. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno presentato una richiesta piuttosto onerosa sulla base del positivo andamento del settore che negli ultimi mese ha mostrato, a loro dire, ottime performances.
Ma la richiesta viene respinta da Federalimentare.
“Siamo molto preoccupati per l’onerosità dell’incremento retributivo”, dichiara Silvio Ferrari, vicepresidente per le relazioni industriali. La produzione di dicembre è scesa del -4% sullo stesso mese del 2017, mentre l’export in parallelo ha segnato un -3,8%. Ci troviamo di fronte a una richiesta che rischia oggettivamente di impantanare il negoziato ai blocchi di partenza”.
“Ci chiediamo: – prosegue Ferrari – dove sono finite le regole interconfederali che i Sindacati hanno “liberamente” e consapevolmente sottoscritto a marzo 2018? La richiesta economica non segue l’andamento dell’indice inflattivo Ipca, che le Parti Sociali confederali hanno stabilito essere il criterio oggettivo per gli aumenti. Sottolineiamo che i dati congiunturali di fine 2018 dell’industria alimentare non sono positivi. La produzione a dicembre è scesa di -4,0% sullo stesso mese 2017, mentre l’export in parallelo ha segnato un -3,8%”.
I sindacati hanno anche manifestato il proposito di aumentare i livelli di formazione, welfare, sicurezza e organizzazione del lavoro. Secondo Ferrari, “ci troviamo di fronte ad una richiesta che rischia oggettivamente di impantanare il negoziato ai blocchi di partenza, tanto più se, alla stessa, si aggiungono le altre richieste normative ed economiche”.

 

 

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