Campari: nel 2018 fatturato oltre 1,7 miliardi

Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari-Milano S.p.A. ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018. Vendite pari a €1.711,7 milioni, con una crescita organica del 5,3%. La variazione totale è però del -2,4%, tenuto conto degli effetti cambio e perimetro. Mix delle vendite positivo, trainato dai principali brand a priorità globale (Aperol, Campari, Wild Turkey, American Honey, Grand Marnier e il portafoglio dei rum giamaicani) e regionale (Espolòn, Bulldog,  nei principali mercati sviluppati, che ha portato a una crescita del margine lordo, nonostante l’impatto negativo sia del prezzo dell’agave che del business dello zucchero. L’Ebit rettificato è stato pari a €378,8 milioni (-0,4%), e l’Ebitda rettificato a 432,6 milioni (-1,1%). L’utile netto del Gruppo rettificato è stato €249,3 milioni, +6,8%, mentre l’utile netto del Gruppo è stato pari a €296,3 milioni, -16,8%, dopo che nel 2017 aveva beneficiato di diverse rettifiche positive.
Il debito finanziario netto si è attestato a €846,3 milioni al 31 dicembre 2018, in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2017 (€981,5 milioni), grazie alla positiva generazione di cassa, alla vendita di business non strategici, al netto dell’acquisizione di Bisquit, e dopo il pagamento del dividendo e dell’acquisto di azioni proprie. Dividendo annuale proposto per l’esercizio 2018 pari a €0,05 per azione, in linea con l’anno precedente.
La performance nel mercato italiano (20,8% delle vendite totali del Gruppo) registra una solida crescita organica del +3,6%, guidata dalla crescita a doppia cifra di Aperol (+15,3%) e la solida crescita di Campari (+7,4%), così come si registrano trend positivi in Braulio, Espòlon e SKYY, che più che compensano l’andamento meno favorevole di Crodino, Campari Soda e Cinzano sparkling wine.

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