Federalimentare: le Fiere valorizzino il Made in Italy con una strategia mirata

Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare

Nei giorni scorsi il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e del Turismo ha esortato a “fare sistema” nell’ambito delle Fiere del food. Su questo tema abbiamo chiesto il parere di Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare.

“Siamo perfettamente d’accordo con quanto detto dal ministro Centinaio. Crediamo che le fiere siano un vetrina indispensabile per le nostre aziende, un’occasione unica per offrire un’immagine potente e positiva del Made in Italy e uno strumento per veicolarne i messaggi chiave come l’eccellenza dei suoi prodotti e la straordinarietà della sua storia. Per farlo al meglio, però, è necessario fare sistema, razionalizzare le risorse e procedere, insieme ai principali attori del sistema fieristico italiano, nella stessa direzione. Disperdere le energie è dannoso soprattutto per le aziende, che si trovano a dover sostenere costi troppo elevati o a fare una scelta di mera visibilità, con il risultato che a perderci sono proprio i prodotti Made in Italy che vengono indeboliti sul fronte interno da chi ha il dovere di valorizzarli. Trasformiamo le materie prime in prodotti di eccellenza attraverso un know how che solo l’Italia può vantare: il minimo che possiamo fare è massimizzare gli sforzi e mostrarlo al mondo con il più ampio raggio d’azione possibile”.

Come imprese ritenete che l’offerta fieristica nazionale relativa al comparto alimentare sia rispondente alle esigenze del mondo produttivo? Vedete punti di debolezza? Come eliminarli?

“Negli anni l’offerta fieristica alimentare nazionale si è rafforzata, in parallelo alla crescente richiesta di prodotti Made in Italy.- ci dice Vacondio –  Basti pensare a Cibus, che da fiera inizialmente biennale è velocemente diventata, con Cibus Connect, un appuntamento annuale irrinunciabile, al punto che ormai, anche negli anni dispari, conta il doppio degli espositori rispetto a quelli presenti nelle prime edizioni (da 400 a 800 circa). Segnali forti che dimostrano l’importanza del sistema fieristico. Proprio per la loro funzione di lente d’ingrandimento, però, è necessario che le fiere italiane puntino, attraverso una strategia ancora più mirata, ad una maggiore valorizzazione dei prodotti Made in Italy. 

Altro tema sottolineato da Gian Marco Centinaio è la promozione del Made in Italy all’estero. Qual è il suo parere?

Con i consumi interni stagnanti, puntare sull’export è necessario per l’industria alimentare italiana e, nonostante sia prematuro affermare che si sia stabilito un trend positivo per il 2019, i numeri sul mese di gennaio fanno ben sperare. Per valorizzarlo, siamo convinti che sia indispensabile una campagna di comunicazione costante che racconti il saper fare italiano e il Made in Italy, riconosciuto in tutto il mondo come un vero e proprio brand, sinonimo di qualità.  Purtroppo, spesso, accade esattamente l’opposto: campagne di comunicazione allarmistiche su questo o quel prodotto o sulla sicurezza alimentare e dichiarazioni tendenziose che assestano colpi all’immagine dei nostri prodotti e alla loro qualità nuocciono in primis ai consumatori e in secondo luogo all’industria stessa. La verità è che siamo il Paese con più controlli al mondo e la nostra dieta mediterranea è riconosciuta come la migliore. Occorre non dimenticarsene e restare uniti in una comunicazione che non deve far altro che raccontare i nostri prodotti per ciò che realmente sono: eccellenze.