Nasce l’Istituto del vino rosa italiano

I sei distretti produttivi più significativi del Nord, Centro e Sud Italia fanno rete per la promozione unitaria dei vini ‘in rosa’ della tradizione italiana. Si tratta dei Consorzi di Bardolino Chiaretto, Valtènesi, Cerasuolo d’Abruzzo, Castel del Monte, Salice Salentino e Cirò.  Tra gli obiettivi, la creazione di un Osservatorio con l’ausilio di Valoritalia e Federdoc

Da qui nasce Rosautoctono, l’Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, una compagine che raccoglie i Consorzi di tutela delle denominazioni di origine più rappresentative del settore con l’obiettivo dichiarato di dare

Alla presidenza è stato chiamato Franco Cristoforetti (numero uno del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino) insieme ai consiglieri Alessandro Luzzago (Consorzio Valtènesi), Francesco Liantonio (Consorzio di Tutela Vini Doc Castel del Monte), Valentino Di Campli (Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo), Damiano Reale (Consorzio di Tutela vini Doc Salice Salentino) e Raffaele Librandi (Consorzio Vini Cirò e Melissa).

“Abbiamo voluto usare la nuova definizione di vino rosa – spiega il presidente dell’istituto Cristoforetti – perché è quella che riassume le diverse identità dei territori del Chiaretto gardesano, del Cerasuolo abruzzese e del Rosato pugliese e calabrese, tutte fondate su vitigni autoctoni. Come esistono i vini rossi e i vini bianchi, ci teniamo a sottolineare che in Italia esistono i vini rosa, che tra l’altro nulla hanno da invidiare per tradizione e qualità ai rosé francesi, oggi dominanti sui mercati mondiali dove si bevono 24 milioni di ettolitri di vino rosato, ma dove l’Italia deve e può raggiungere posizionamenti più importanti. Per competere a livello internazionale, tuttavia, abbiamo capito che non bastava essere portatori di una storia bimillenaria e aver raggiunto altissimi livelli qualitativi. C’è bisogno di una strategia comune, trasversale a tutto il Paese, e per questo abbiamo deciso di fondare un Istituto che rappresenta un traguardo storico, perché ha come fine prioritario quello di favorire una promozione unitaria e rafforzata, dentro e fuori dai confini nazionali, offrendo al comparto una spinta decisiva”.  

Già ipotizzate diverse azioni mirate che spaziano dalle iniziative di comunicazione alle campagne di informazione, dalle collaborazioni con testate e guide di settore alla partecipazione a fiere e manifestazioni, dalle attività di ricerca a quella di formazione, fino alla costituzione di un osservatorio permanente. Un obiettivo quest’ultimo che fornirà una fotografia completa e puntuale del settore, anche grazie al supporto di Valoritalia, società leader nelle attività di controllo sui vini Docg, Doc e Igt, e Federdoc, la Confederazione Nazionale dei Consorzi volontari per la tutela delle denominazioni dei vini italiani. Il think tank sul vino rosa è dunque partito e il neo-Istituto si prepara già a sbarcare a Vinitaly, a Verona, dal 7 al 10 aprile.

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