Verso Vinitaly 2019 – Mediobanca valuta la Top Ten dei vini

Cantine Riunite-GIV con 615 milioni di fatturato (+3,1% sul 2017) Caviro (330 mln, +8,6%) Antinori (230 mln, +4,5%). Quindi Fratelli Martini con una crescita del 14,7% a 220 milioni di euro, e Zonin a 202 milioni di euro (+2,9%) e ancora  Botter (+2,2% – 193 mln), Cavit (+4,4%, 190 mln), Mezzacorona (188 mln, +1,9%). Enoitalia (182 mln, +7,6%) e Santa Margherita (177 mln +4,6%).

Sono queste le prime dieci aziende viunivole italiane monitorate dall’annuale rapporrto di settore di Mediobanca. 

L’Istituto ha “fatto i conti” a 168 società italiane con fatturato superiore ai 25 milioni in base ai bilanci del 2017. Ne emerge che il fatturato aggregato è 

Il fatturato aggregato delle 168 societá vinicole italiane è cresciuto nel 2017 del 6,3%, media dello sviluppo del fatturato estero (+7,7%) e di quello nazionale (+4,9%). Si tratta del terzo anno di forte ripresa dopo il ristagno del 2014 (+0,5%). I pre-consuntivi del 2018 segnalano un’accelerazione della crescita con un +7,5% le vendite totali, +9,9% in Italia, +5,3% oltre confine.

In testa per crescita il comparto degli spumanti che ha messo a segno  un +7% totale con incrementi del 7% sul mercato domestico e del 7,2%. Gli altri vini hanno registrato aumenti del 7,6%, del 10,8% in Italia e del 5,0% fuori dai confini nazionali. 

Tra i comparti, il maggiore sviluppo nel fatturato lo registrano le cooperative (+9,2% sul 2017), trainate dal mercato interno (+13,6%). Le S.p.A e le s.r.l. sono in crescita del 6,7% (+7,0% all’estero), mentre gli spumanti e i “vini non spumanti” crescono rispettivamente del 7,1% e del 7,6%, i primi grazie all’export (+7,2%) e i secondi spinti dalle vendite domestiche (+10,8%).

Bene anche l’occupazione, cresciuta del 3,7% sul 2017, con le S.p.A. e s.r.l. (+6,1%) e gli spumanti (+5,8%) davanti ai “vini non spumanti” (+3,4%). Meno netto l’incremento della forza lavoro per le cooperative (+1,6%). Sul fronte investimenti, il 2018 conferma la vivacitá degli operatori, che registrano un +25,9% rispetto all’anno precedente. A distinguersi, in particolare, sono i “vini non spumanti” (+30,4%), seguiti dagli spumanti (+10,8%).