Da Apofruit e Besana la frutta secca Made in Italy

Apofruit e Besana, leader europeo nella commercializzazione della frutta secca, hanno sottoscritto il primo accordo italiano per la produzione della “Frutta secca Made in Italy” per sostenere le esigenze dei produttori italiani ancora molto frammentati desiderosi di rendere più produttive le loro coltivazioni.

Il progetto, presentato al Macfrut,  coinvolge le quattro principali referenze della frutta secca italiana, quindi mandorle, nocciole, noci e pistacchi. 

Le principali aree geografiche interessate sono Emilia Romagna, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. Si inizia con 2.000 ettari totali, ma l’obiettivo è quello di arrivare a 2.000 ettari a mandorlo, 1.000 a nocciolo, 500 a noci. I termini dell’accordo prevedono che l’export sia affidato a Besana, azienda dalla comprovata esperienza in questo settore, mentre Apofruit terrà le fila della vendita sul mercato nazionale. La commercializzazione partirà dai mercati generali e dai canali specializzati del biologico, in seguito il prodotto sarà disponibile anche per il canale della Gdo. Sarà sui banchi di vendita contraddistinto dai marchi di valorizzazione dei due Gruppi: Solarelli, Besana e Almaverde Bio. 

“Gran parte della frutta secca presente sui mercati italiani è di importazione e questo progetto, dunque, rappresenta un’opportunità per la produzione italiana e c’è inoltre la necessità di essere accanto ai produttori italiani con una proposta che serva loro da incentivo e accompagni il prodotto sui mercati nazionale ed esteri”, dice Ilenio Bastoni, direttore generale di Apofruit.

“Attualmente – aggiunge Riccardo Calcagni amministratore delegato di Besana – abbiamo in Italia una buona produzione di nocciole, un po’ meno di noci mentre la produzione di mandorle si è ridotta notevolmente rispetto agli anni ’50. Una situazione determinata dalla micro dimensione delle aziende, con produttori poco organizzati e senza supporti tecnici e tecnologici moderni. A ciò si aggiunge la mancanza del rinnovamento varietale. Il nostro progetto invece prevede tecnologia ad altissima innovazione e alta tecnologia agricola”.