In Italia aumento costante dei consumi di birra

Lo scorso anno i volumi di birra in Italia sono aumentati del 3,2% e per la prima volta hanno superato i 20 milioni di ettolitri

Sono questi i dati del rapporto annuale Assobirra dal quale emerge anche che la produzione nazionale è cresciuta del 4,1%, superando quota 16 milioni di ettolitri. Anche l’export va molto bene e l’anno scorso ha registrato un aumento del 6,6%, pari a  oltre 3 milioni di ettolitri esportati.

«Dobbiamo questo successo al fatto che il palato dei consumatori italiani si è raffinato e ora vengono apprezzate molto di più le birre speciali, che hanno un valore aggiunto più elevato. È anche la dimostrazione che tutti gli investimenti in innovazione delle imprese stanno funzionando, così come la valorizzazione dei singoli marchi e dei territori», dice il presidente di Assobirra, Michele Cason.

Crescente anche il ruolo dei microbirrifici, ora all’attenzione dell’associazione, importanti soprattutto per chi apprezza birre particolari. In Italia si stima siano circa 860 con oltre 3 mila addetti.

Il fatturato nazionale del settore è di 3,4 miliardi di euro e la maggior parte delle industria birrarie italiane è ora controllata da gruppi stranieri come l’olandese Heineken, la danese Calsberg, la belga AbInBev, la giapponese Asahi, che negli ultimi anni hanno dato

vita a un processo di concentrazione del mercato rilevando i birrifici italiani pur mantenendone inalterati i marchi e la localizzazione dei siti produttivi.

Alla politica Assobirra chiede attenzione per il settore. In particolare per due aspetti.

Il primo è quello fiscale. L’accise sulla birra il Italia è al 32%, mentre in Germania, per esempio, solo all’8.

Poi c’è il problema della materia prima. L’Italia importa tutto il luppolo necessario alle produzioni e il 60% dell’orzo. Ma di questo potremmo coltivarne di più se solo si cambiassero gli incentivi alle produzioni agricole.

«Finora – dice Assobirra –  i sussidi al grano hanno penalizzato indirettamente l’orzo, perché hanno condizionato le scelte di semina dei nostri agricoltori. Invece per la filiera della birra made in Italy è importante che questa discriminazione venga superata».