Pane: forni a rischio chiusura per le norme sul consumo sul posto

Migliaia di forni sono a rischio chiusura in tutta Italia, con pesanti danni da concorrenza sleale tra imprese e violazioni della legge. E’ quanto denunciano le Federazioni di categoria dei panificatori, Assipan Confcommercio e Assopanificatori Confesercenti, con una nota congiunta inviata ai ministri Di Maio, Salvini e Centinaio, pronte a difendere i loro diritti nelle sedi giudiziarie e a scendere in piazza.
Il nodo deriva dall’applicazione distorta della normativa sul consumo sul posto, che sta causando ingenti danni alle attività commerciali e di laboratorio di vicinato alimentare. 

L’Antitrust, ricordano le due sigle, “ha segnalato invano al ministero di Di Maio le distorsioni alla concorrenza derivanti da risoluzioni ministeriali ingiustificatamente restrittive rispetto agli esercizi di vicinato, con particolare riferimento proprio al consumo sul posto”. I giudici, infatti, hanno riconosciuto che negli esercizi di vicinato, già legittimati alla vendita dei prodotti alimentari, è ammesso il consumo sul posto, con il solo divieto di non servire ai tavoli.
“È quello che facciamo nei nostri forni con prodotti di qualità, sfornati tutti i giorni, freschi e genuini per i nostri clienti”, concludono le Federazioni, chiedendosi “perché vogliono impedirci di fare il nostro lavoro”

Drammatica la situazione a Roma, dove i vigili urbani “stanno perseguitando” i panificatori del centro con blitz, sequestri di tavoli e sedie e multe per migliaia di euro. “Una vera e propria attività persecutoria, che spinge i panificatori alla chiusura di 1.500 attività di vicinato alimentare con laboratori, nel solo centro di Roma, bruciando 10 mila posti di lavoro e investimenti per oltre 200 milioni di euro”.