Per Esselunga più fatturato, meno utile

Fatturato in aumento, ma profitti in calo nel 2018 per Esselunga. Il fatturato ha raggiunto i 7.91 miliardi con un incremento del 2,1% sul 2017. Ma l’utile è sceso da 305,8 a 286,6 milioni con una flessione del 6,27%.

Tale risultato, secondo l’azienda, è dobuto principalmente alle minori imposte sostenute negli esercizi precedenti, quando non c’erano gli standard Ifrs, e all’aumento degli oneri finanziari da 18,1 a 32 milioni in scia all’acquisizione degli immobili di La Villata, finanziata con un’emissione obbligazionaria da 1 miliardo.

Nonostante la crescita dei costi del lavoro in scia alla chiusura del contratto collettivo nazionale, il gruppo registra un margine operativo lordo di 710,2 milioni di euro, pari al 9% delle fatturato e in aumento dai 647,9 dello scorso anno (8,4%). Stabile il risultato operativo, salito da 420,6 a 422,9 milioni ma diminuito, marginalmente a livello percentuale, (da 5,4 a 5,3%) a fronte di maggiori ammortamenti, svalutazioni e minusvalenza su immobilizzazioni, mentre la posizione finanziaria netta rimane negativa per 435,7 milioni ma in, recupero rispetto agli 847,5 milioni di passivo al 31 dicembre 2017.

Sul fronte investimenti, impiegati 319,5 milioni, con una forte spinta sull’e-commerce, che ha superato i 236 milioni di vendite.

Nel frattempo Esselunga ha annunciato che Same Kahale, in azienda dal 2018 come direttore generale, succederà a fine anno all’attuale ceo del gruppo, Carlo Salza, che diventerà presidente.

Alla sua nomina si aggiunge, sempre in chiave di rafforzamento della governance, quella a consigliere di Francesco Paolo Tronca, consigliere di Stato, ex commissario straordinario a Roma ed ex prefetto di Milano.