Ristoranti e alberghi contro aumento IVA

Suscitano un coro di no le notizie di un possibile aumento delle aliquota IVA sulle attività ricettive e di ristorazione. Per alberghi e ristoranti si passerebbe dall’attuale 10 al 22%.

“Se qualcuno stesse pensando di aumentare l’Iva sulla ristorazione deve sapere che ogni giorno 12 milioni di persone pranzano fuori casa per motivi di lavoro o di studio. Per queste persone sarà difficile se non impossibile evitare gli effetti di un aumento della tassazione che impatterà negativamente sui prezzi. Come se non bastasse avremo un effetto recessivo sull’unico settore che ancora mostra segni di vitalità nell’ambito della filiera agroalimentare. Una politica lungimirante spinge la crescita, non la frena”, tuona Lino Stoppani, presidente della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi.

“Basta tasse sul turismo e sul lusso. Ci auguriamo che non accada, ma se l’Iva fosse rimodulata e salisse al 22% per gli hotel di alta fascia, abbiamo già pronta una contromossa. Declasseremo tutti gli alberghi a 5 stelle per risparmiare quel famoso 10% di cui si parla. L’Italia si troverà a non avere più alberghi a 5 stelle”,dice il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca,  a Rimini nella giornata inaugurale del TTG.

“Torneremo alla situazione di anni fa: in Italia c’erano meno di 80 hotel di lusso perché avevano l’Iva altissima. Oggi sono più di 500, ma siamo pronti a scendere di nuovo a meno di 80. Che un nuovo governo come prima azione penalizzi i prodotti di lusso che siamo in grado di esprimere per abbassare l’Iva sui pannolini mi sembra una cosa solo populista. Giustissimo abbassarla, ma trovino i soldi da un’altra parte”, sottolinea. “Mi auguro che il ministro Franceschini tenga botta”.

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