Roadhouse su Tik Tok per attrarre i giovanissimi

Roadhouse, al passo coi tempi e sempre attenta a tutti i segmenti di pubblico, sbarca su TikTok, la piattaforma basata sul lip-sync che permette di caricare e condividere brevi video, particolarmente utilizzata dalla Gen Z (i ragazzi nati dopo il 1995), consente a tutti di diventare creatori usando semplicemente lo smartphone e incoraggiandoli a condividere le loro passioni, in particolare attraverso challenge specifiche.

Il progetto prevede la partecipazione di alcuni tra i giovani talent nazionali più noti che coinvolgeranno i loro fan nell’interpretazione della coreografia della #RibsDance, su una colonna sonora originale prodotta appositamente per Roadhouse.

La scelta del naming “Ribs Dance” si ispira a uno dei piatti più iconici di Roadhouse, molto apprezzato dai ragazzi. La coreografia mima gesti che rimandano alla tavola, mentre la musica punta a invogliare gli utenti a scatenarsi nel ballo grazie al ritmo incalzante.

I risultati sono o decisamente interessanti: in due settimane il profilo ha raggiunto  2.000 follower e  240 sono le sfide che i ragazzi hanno raccolto condividendo la loro coregrafia.

Molto interessante il dato sull’hashtag #RibsDance che ha raggiunto 1.000.000 di visualizzazioni.

TikTok è al momento la piattaforma social con la crescita maggiore sul mercato”, commenta Silvia Sacchetti, Digital Marketing Manager di Roadhouse Restaurant.Uno spazio che i ragazzi scelgono e vivono in modo totalmente differente, più attivo e creativo, rispetto a Instagram (Facebook è ormai fuori dalle loro abitudini digitali). I food brand su TikTok non sono ancora presenti e i ragazzi della Gen Z sono per noi altamente esplorabili su questa piattaforma che ci sta permettendo di conoscerli più da vicino e al contempo di comunicare in modo fresco la nostra identità.  Roadhouse da sempre cerca di anticipare i trend, non solo nella ristorazione e nel servizio al cliente ma anche sul digital marketing: è infatti la prima catena di ristoranti in Italia ad aprirsi a questa piattaforma. Radhouse mi ha permesso di sperimentare e interpretare il digital con coraggio: il social marketing non può ridursi soltanto a una battaglia di prodotti”.

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