Ferrarini: pesanti rilievi del commissario giudiziale ai bilanci

Tra il 1° giugno 2016 e il 23 luglio 2018, data del deposito in tribunale della richiesta di ammissione al concordato, Ferrarini “ha sempre operato in una situazione di crisi finanziaria, evitando di rappresentare adeguatamente ai terzi questa criticità attraverso la pubblicazione tempestiva dei bilanci d’esercizio o altre forme di trasparenza”. E’ quanto sostiene Bruno Bartoli, commissario giudiziale dell’azienda di Reggio Emilia nella relazione per i creditori in cui vene esaminato il dissesto.

In particolare il commissario, esaminati i bilanci e la relativa documentazione, punta l’indice su depositi bancari per circa 20 milioni di euro , ma in realtà si tratta di una somma “insussistente”, come certifica Bartoli.

Altra operazione non chiara riguarda il passaggio della quota di controllo di Vismara, alla fine del 2016, da Agri Food Investments – finanziaria lussemburghese riconducibile alla famiglia – a Ferrarini Spa. La documentazione rinvenuta dal commissario  dimostrerebbe che in quella data la finanziaria dei Ferrarini doveva rimborsare a Vismara oltre 37 milioni di euro. Ma ne sono stati versati solo 10. Il resto, interamente svalutato, è sparito nel nulla. C’è poi il debito di 19 milioni e 719mila euro verso Veneto Banca che, nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2016, veniva riportato solo per 719mila euro.

Altri rilievi riguardano le perdite del ramo prosciutti ammontanii a 22 milioni tra il 2017 e il 2018

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