Farmaci nel latte: fioccano le polemiche (Ma l’industria non ci sta)

Polemiche sul latte agli antibiotici. Un test condotto dalla rivista Il Salvagente su vari marchi di latte frescp e Uht tra cui Parmalat, Granarolo, Coop, Conad, Lidl, Esselunga e Carrefour, sta suscitando le prese di posizione dell’industria.

In base al test più della metà delle confezioni analizzate ha fatto rivelare tracce di farmaci. Le più frequenti: il dexamethasone (un cortisonico), il neloxicam (antinfiammatorio) e l’amoxicillina (un antibiotico), in concentrazioni tra 0,022 mcg/kg e 1,80 mcg/kg.

Ma da dove vengono i residui di medicinali trovati nel test del Salvagente?  Questi farmaci sono utilizzati per curare le mastiti nelle vacche da latte, ha spiegato al Salvagente Enrico Moriconi, veterinario nonché Garante degli animali della Regione Piemonte: “La ragione dell’uso di antibiotici come l’amoxicillina è la frequenza con cui contraggono le infezioni alle mammelle come la mastite. Tra l’altro, il fatto che siano stati trovati dei residui nel latte ne è la dimostrazione: se fossero stati utilizzati farmaci per curare altri tipi di infezioni, questi sarebbero stati smaltiti da reni e fegato”. Per la stessa ragione, aggiunge Moriconi, sono stati impiegati gli altri due farmaci: “In genere, si somministra un antibiotico mentre il cortisone e l’antinfiammatorio sono coadiuvanti”.

In riferimento ai dati riportati da Il Salvagente Granarolo tiene a precisare che in nessun campione di latte da lei prodotto è  stata rilevata la presenza di antibiotici. Su un campione è stata rilevata la presenza di un antifiammatorio, ammesso e peraltro abbondantemente al di sotto di tutti i parametri di legge, come precisato anche da Il Salvagente stesso. 

Laboratori di accettazione fanno puntuali verifiche sul latte in entrata (oltre 2.000.000 di controlli/anno) e un latte antibiotato mai potrebbe essere scaricato dalle cisterne e trasformato negli stabilimenti Granarolo. Lo sanno bene gli allevatori Granlatte, la cooperativa di allevatori che controlla Granarolo e fornisce il latte. Granlatte è la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa e riunisce circa 600 allevatori produttori di latte in 12 regioni italiane che perseguono nel loro lavoro il benessere animale, impegnati nel produrre un latte sicuro ben al di là di quanto richiesto dalla legge in termini di parametri di sicurezza. Infatti tutti gli allevamenti della filiera – latte Alta Qualità, Biologico e Standard –  sono certificati sul benessere animale (certificazione sul Benessere Animale in allevamento CSQA DTP122 n. 53024 del 12/01/2018). Animali che stanno bene e non hanno bisogno di essere trattati con i farmaci possono infatti produrre un latte di qualità più elevata, più gustoso al palato e più sicuro per il consumatore, garantendo anche all’allevatore una maggiore reddittività.

“L’Italia ha il sistema di sicurezza alimentare più rigoroso che esiste al mondo”, ha commentato Gianpiero Calzolari, Presidente Granarolo. “Proprio nella consapevolezza dell’importanza di garantire sempre e comunque un latte migliore di quello della concorrenza siamo impegnati in un grandissimo lavoro sulla filiera allevatoriale, un lavoro apprezzato dalle famiglie italiane (il latte fresco Granarolo è il latte fresco più venduto in termini di quote di mercato), dai pediatri (che consigliano il nostro latte Alta Qualità in fase di svezzamento) e anche dai clienti all’estero. Lavoriamo sempre in sinergia con le istituzioni nazionali e regionali e con le Facoltà di Veterinaria di importanti Università italiane per riuscire a garantire questi risultati al latte della nostra filiera”.

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