Riconosciuto il Consorzio della Dop Pane Toscano

Il Ministero delle politiche agricole ha riconosciuto il Consorzio di tutela del Pane Toscano Dop. Il riconoscimento, che arriva a 4 anni di distanza dal via ufficiale alla Dop (Denominazione di origine protetta) è stata l’occasione per fare il punto sul percorso di questo prodotto e sulle sue potenzialità. Alla conferenza stampa convocata a Palazzo Strozzi Sacrati hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, il presidente del Consorzio Pane Toscano Dop Alessandro Cioni e il direttore Roberto Pardini. Il “Pane Toscano” è un pane bianco, ottenuto utilizzando la farina di grano tenero, oltre che l’acqua e il lievito madre. La sua peculiarità è che è prodotto senza aggiunta di sale e, proprio questa caratteristica, lo accompagna ottimamente con i cibi saporiti, come gli insaccati.

Attualmente i soci del Consorzio sono 18 tra panificatori e mulini e provengono da ogni parte della Toscana: la produzione di pane toscano dop supera ormai il milione di Kg all’anno, ottenuti grazie all’utilizzo di 15.000 quintali di grano.

Oltrechè essere un pane “sciocco” il pane toscano ha, come caratteristiche peculiari, il profumo tipico di nocciola tostata , la crosta friabile e croccante, il colore dorato, nocciola chiaro, opaco e l’ottima conservabilità.

Quella del pane è l’ultima arrivata tra le certificazioni di prodotti “food” toscani che in totale sono 31 (16 Dop e 15 Igp) e cui vanno sommate le 58 produzioni certificate di vino (52 Dop e 6 Igp) per un totale di 89. Dentro ci sono tanti sapori e profumi di Toscana: salumi e formaggi, castagne e farine dolci oltre che l’antico farro, spezie e olio, per le carni unica regione ad avere carni certificate per bovini, ovini e suini, e non ultimi dolci esportati in tutto il mondo come cantuccini e panforti.

Solo 16 tra le certificazioni “food” hanno un consorzio di tutela riconosciuto (l’ultima, come detto, è quella del pane). Il valore alla produzione dei prodotti certificati in Toscana supera il miliardo di euro (dati Ismea) grazie ai 111 milioni che arrivano dai prodotti “food” e ai 926 dei prodotti “wine”. Gli operatori interessati a queste produzioni sono quasi 23.000 (13.393 per il “food”, 9.360 per il “wine”). Quasi il 50% delle produzioni “food” (pari a circa 50 milioni di euro) è destinato all’export: i principali mercati di destinazione sono Usa (38%), Germania (21%) Gran Bretagna (13), Canada (5) e Giappone (3%).

 

 

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