Un Macfrut sempre più internazionale

Renzo Piraccini (a destra) presidente di Fiera Cesena durante la presentazione di Mac Fruit Attraction China

Sempre più internazionale il Macfrut. L’edizione 2017 che si conclude oggi alla Fiera di Rimini ha visto protagonisti la Cina e importanti Paesi africani. Per esempio India, Cina ed Emirati Arabi sono mercati in crescita con una forte propensione all’importazione di frutta di qualità. Questo è stato il tema centrale dell’Asia & Middle East Conference, organizzato da Eurofresh Distribution.
L’incontro, ha esplorato trend, opportunità di marketing, vincoli e raccomandazioni nei rapporti con i mercati di Asia e Medio Oriente. Sono mercati accomunati dalla richiesta sempre più elevata di ortofrutta di importazione, dove i consumatori vedono crescere il loro potere d’acquisto e l’attenzione per la qualità dei prodotti.
Ahmed Alì, head of procurement della catena Danube Supermarkets, e James Varghese, purchase manager di Elite Agro LCC, hanno sottolineato il trend positivo del mercato del fresco negli Emirati Arabi che richiede alta qualità ed efficienza nel servizio.
Hitin Suri, managing director di Suri Agrofresh, ha evidenziato le opportunità del mercato indiano, con un Pil in forte crescita, l’emergenza di trend salutistici e la curiosità per nuove varietà. È poi intervenuta Simona Rubbi, del Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, che ha sottolineato l’importanza di un coordinamento europeo sull’export dei prodotti ortofrutticoli nei paesi asiatici. Infine, Mike Li di CR Vanguard, George Liu di Fruta Cloud e Paul Sheh di Hema Supermarket hanno offerto un quadro di una Cina dove è sempre più diffuso l’e-commerce anche per il fresco.

Altro Paese emergente è l’Angola che vanta una superficie di oltre 1 milione e 200 mila chilometri quadrati, circa 58 milioni di ettari agricoli, solo il 4% delle terre arabili coltivate. Sono tante e ampie le prospettive di sviluppo agricolo per le aziende ortofrutticole italiane in Angola, realtà africana tra le più dinamiche, tanto che lo Stato investe il 10% in questo settore. Chiusa la terribile parentesi della guerra civile, l’agricoltura ha ripreso a crescere e oggi rappresenta il 12% del Pil: l’obiettivo è quello di incrementarlo in maniera vertiginosa. Da qui la presenza dell’Angola a Macfrut con un grande stand, con l’obiettivo di intessere rapporti con l’Italia, tra i principali paesi al mondo nella produzione ortofrutticola nonché leader nelle tecnologie, oggi in questo mercato con tecnologie e mele.
“Siamo alla ricerca di investitori stranieri su più fronti: tecnologie, prodotto e formazione. Le opportunità sono tante anche con possibilità di partnership”, è stato detto nel workshop “L’Angola si apre al mondo agricolo internazionale”.

Infine è stata presentata la prima edizione di Mac Fruit Attraction China, la nuova scommessa di Cesena Fiera, insieme a Ifema e Vnu Exhibitions Asia. Un progetto fieristico nel più ampio contesto di Horti China, in programma dal 22 al 24 novembre 2017 presso il Convention and Exhibition Centre di Shanghai.
Sono ampi i margini di crescita per l’ortofrutta italiana nel Gigante Asiatico, già oggi primo mercato del kiwi, numero uno tra gli stati europei. Così come l’interesse cinese per l’Italia è grande. Lo ha sottolineato lo stesso Ambasciatore della Repubblica Popolare cinese in Italia, Li Ruiyu, nel corso della presentazione di Macfrut a Roma. Ad oggi solo il kiwi può entrare in Cina, da poco si è aperto il mercato delle arance, c’è attesa per l’apertura su mele e pere. Motivo per cui l’intensificarsi dei rapporti commerciali tra i due Stati disegna importanti scenari per il nostro sistema ortofrutticolo.
Solo lo scorso anno l’Italia ha esportato prodotti ortofrutticoli pari a 27 milioni di euro, in crescita del +12,8% rispetto all’anno precedente (fonte Ice). E se pensiamo che l’export dei Paesi UE sempre verso la Cina è stato di circa 50 milioni di euro, questo dà un quadro del ruolo centrale dell’Italia su questo mercato. E le prospettive degli analisti parlano di ulteriori margini di crescita. Diversi i segnali in questa direzione. Il mercato interno europeo nei prossimi anni non potrà crescere in maniera significativa, sia per quanto riguarda la produzione che i consumi. Il futuro della filiera ortofrutticola è quindi legato alla propria capacità di svilupparsi sui mercati internazionali. Non solo, il calo dei costi del trasporto marittimo e la riduzione dei transit-time aprono nuove opportunità di business in nuove paesi. In questo quadro la Cina riveste un ruolo di primo piano. Poi i segnali dei consumatori cinesi che prediligono frutta importata: da una parte il prestigio collegato al consumo di frutta di importazione, soprattutto quella a brand proveniente dall’Occidente; dall’altra la garanzia di sicurezza che questi prodotti generalmente offrono.