Biologico: spaccatura in FederBio

E’ maretta all’interno di FederBio l’associazione che raggruppa i vari conosrzi di tutela delle produzioni biologiche. Il consoraio “Il Biologico” ha lasciato sbattendio la porta in polemica per la mancata opposizione da parte della federazione al decreto sui controlli nel bio, uscito dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 giugno. Il presidente Lino Nori, sostiene che “Numerose e importanti sono le organizzazioni contrarie alla attuale stesura del Decreto che condividono le nostre stesse preoccupazioni, anzi si può dire la quasi totalità del sistema produttivo, degli organismi di certificazione e, va sottolineato, delle Regioni. A fronte di questi soggetti che hanno prodotto un grande sforzo per portare avanti le proprie buone ragioni, abbiamo assistito, sorprendentemente, a una completa e testardamente rivendicata inazione da parte di FederBio culminata con una sostanziale e convinta adesione anche alle parti più controverse e dannose del provvedimento. La Federazione di cui siamo stati soci fondatori e che abbiamo sempre sostenuto come momento di rappresentanza unitaria del settore, ha da qualche tempo iniziato ad assumere posizioni demagogiche ed estremiste che hanno portato il settore a essere il primo detrattore di se stesso con grave danno di tutti coloro, e sono tantissimi, che lavorano con onestà e professionalità, alimentando anche un clima di scontri e delegittimazioni tra i soci che rende sempre più chimerico il perseguimento degli obiettivi unitari che ci si era prefissi”. A queste pesanti accuse sono seguite le dimissioni da FederBio.
Immediata la replica di FederBio. In una nota ufficiale, la federazione prende atto della decisione presa dalla realtà collegata all’ente di certificazione Ccpb, evidenziando, però, come per mesi non abbia avuto l’opportunità di un confronto diretto. L’ente passa poi al contrattacco, segnalando come il comportamento assunto dalla società testimoni: “Il momento di evidente difficoltà in cui il sistema del consorzio e dell’organismo di certificazione Ccpb attraversano, a fronte di una evidente confusione di ruoli fra proprietà e organismo di certificazione controllato”. E dopo aver spiegato come il testo della riforma così com’è scritto non piace affatto nemmeno a FederBio, ma come l’ente non intenda sottrarsi alla discussione sulle criticità, giunge l’affondo finale: “La Federazione si augura che il sistema delle imprese che fa capo al consorzio ‘Il Biologico’ comprenda la pretestuosità e pericolosità del comportamento assunto da proprio organo amministrativo in un momento in cui ogni divisione e contrapposizione interna al settore rischia di agevolare soluzioni normative affrettate”.