Schivare il ‘Ciclone Amazon’: sfida per Gdo e dettaglio

Se negli Usa è già arrivato con tutta la sua forza, quello che viene definito “ciclone Amazon” sta avvicinandosi sempre più anche all’Europa e all’Italia. E nel suo percorso rischia di travolgere attività commerciali grandi e piccole. Naturale, dunque, che ci si chieda come difendersi e reagire.
Per ora i primi effetti si sono avuti negli Stati Uniti e in Gran Bretagna dove alcune catene sono andate in crisi, si parla anche di una chiusura di migliaia di punti vendita pari a circa a 8mila e cinquecento entro la fine di quest’anno.
Si è posto il problema l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano diretto da Valentina Pontiggia. Parte da una premessa: “Chi non cambia è destinato a fallire”.
“Gli store del futuro offriranno anche dei servizi di e-commerce come per esempio il servizio ‘click and collect’, acquistare on line e ritirare comodamente in negozio, oppure il reso di un prodotto, acquistato sul web in negozio”. In Italia siamo ancora indietro. “Mentre in America e nel Regno Unito abbiamo un tasso di penetrazione del 15-20%, da noi il peso dell’e-commerce sui consumi si attesta sul 5,5%. Siamo, quindi, molto più indietro, per questo non abbiamo avuto per ora un effetto diretto, ma c’è forte fermento anche da tutta la grande distribuzione organizzata”.
Alcuni esempi in Italia già ci sono. Per esempio la Coop permette di ordinare la spesa online e di ritirarla, già da due ore dopo, nel punto di ritiro più vicino e all’orario più comodo. “Siamo appena partiti, da quest’anno con il servizio CoopDrive a Beinasco nel torinese e per ora siamo attorno all’11% delle vendite rispetto a un punto vendita tradizionale – spiega Cristian Laurenza, responsabile di Area della Nova Coop -, è un mercato che ancora deve ‘esplodere'”. La domanda riguarda soprattutto scatolame, ma anche pasta, salumi e formaggi confezionati. Quanto alla clientela è  “più giovane” rispetto a quella dei nostri supermercati, tra i 30 e i 50 anni con un tasso di scolarizzazione elevato. Per la maggior parte sono laureati”. Per ora Coop ha un punto ritiro di Beinasco nel Torinese, ma nel 2018 ne aprirà uno in centro. In Lombardia ce n’è uno a Milano, Bergamo, a Cassano d’Adda e Roncadelle. In Liguria a Genova, mentre in Piemonte a quello di Beinasco nel torinese e in Toscana a Viareggio in provincia di Lucca e Rosignano Solvay nel livornese.
I supermercati Unes/U2 invece sfruttano Amazon stessa utilizzando la vetrina della piattaforma Amazon. “Noi abbiamo fatto una scelta precisa – dice  Gian Maria Gentile, responsabile digital Unes/U2 -, abbiamo una partnership con Amazon Italia, che per la spesa on line ha due mondi: Amazon.it, dove il grocery è esclusivamente secco e scatolame, e noi facciamo da fornitori per quello che riguarda i nostri prodotti a marchio ‘il Viaggiator Goloso’. L’altro canale di vendita è Amazon Prime Now, che fa la consegna gratuita in 2 ore a Milano e hinterland per ora, a chi è abbonato Prime. Su questa piattaforma sono attivi tre operatori: Amazon retail, il nostro negozio U2 Supermercato e NaturaSì”.
Come funziona? “Il cliente può ordinare tramite App o via sito scegliendo l’orario di consegna in finestre da due ore, quindi molto veloce – dice Gentile -, ma può anche ricevere la spesa, entro un’ora, pagando 6,90 euro”. Potrà, inoltre, seguire il percorso del trasportatore sulla mappa della città in modo da sapere in tempo reale, dove si trova la propria spesa. “La partnership ci ha permesso di entrare in un mercato nuovo per U2 Supermercato – aggiunge – in tempi ridotti, accedendo alla conoscenza dei comportamenti d’acquisto dei nuovi consumatori in termini di abitudini di consumo”.
Resta da vedere, naturalmente, se i prezzi imposti da Amazon e le sue aggressive politriche anche verso i fornitori renderanno convenientei tali accordi.
La battaglia è appena iniziata. Resta da vedere chi vincerà la guerra.


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