Bando dall’Emilia Romagna per contributi alla certificazione di qualità

La Regione Emilia-Romagna incentiva la partecipazione di nuovi operatori ai regimi di qualità certificata dei prodotti agricoli e alimentari con un bando che rende disponibili  nel 2018 oltre  282mila euro. Le domande di contributo devono essere presentate dal 23 ottobre al 15 dicembre 2017.
Vogliamo incentivare e sviluppare le produzioni agricole e agroalimentari di qualità perché crediamo che siano uno strumento importante per migliorare la competitività dei produttori e per favorire un modello di sviluppo sostenibile dell’agricoltura legato al territorio- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli-. Già in occasione del primo bando la risposta da parte delle aziende agricole emiliano-romagnole è stata significativa con la presentazione di circa 500 domande di contributo; per questo motivo nel 2018 abbiamo incrementato le risorse per sostenere ulteriormente la partecipazione di nuovi operatori ai regimi di certificazione di qualità”.

Beneficiari sono i singoli imprenditori agricoli o le associazioni di agricoltori che raggruppano imprenditori che partecipano al regime di qualità per la prima volta. Sono considerati nuovi operatori tutti coloro che si iscrivono al sistema di controllo dopo aver presentato domanda e chi si è iscritto dopo aver richiesto il sostegno per l’annualità 2016.

Le certificazioni ammesse a contributo sono: denominazioni di origine e indicazioni geografiche nel settore delle produzioni agroalimentari (Dop, Igp e Stg) e nel settore nel settore vitivinicolo (Doc, Docg e Igt); agricoltura biologica qualità controllata (Qc), ad esclusione delle produzioni zootecniche e ittiche; Sistema di qualità nazionale produzione integrata (Snqpi) e Sistema di qualità nazionale zootecnia (Snqz).

Il contributo, nella misura massima di 3000 euro per ogni impresa, viene concesso per coprire i costi pagati per accedere e partecipare ai regimi di qualità.  La spesa viene calcolata in base ai costi preventivati dall’Organismo di controllo o, nel caso dei prodotti biologici – tranne quelli spontanei e l’acquacoltura -,  in base a costi standard che tengono conto della specie, della superficie coltivata o del numero di capi allevati e dei mesi di partecipazione al regime di qualità.

Avere sede in aree rurali con problemi di sviluppo e partecipare a regimi di qualità a valenza ambientale, come produzione biologica o integrata, sono requisiti che danno diritto ad un punteggio maggiore.
Le domande, con riferimento alle spese previste nel 2018, vanno presentate sulla piattaforma Siag di Agrea

QUI il testo del bando


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