Amazon chiude il portale dei vini

Passo indietro di Amazon sul commercio online di vino. Il prossimo 31 dicembre cesserà l’attività di Amazon Wine, la sezione per la vendita di vino del colosso dell’e-commerce. Il sito, aperto nel 2012, intendeva diventare il punto di riferimento per le vendite di vino e alcolici negli Stati Uniti, ma il progetto ora è concluso.
Amazon continuerà a vendere vino, ma dal 2018 lo farà tramite i suoi servizi di vendita Amazon Fresh e Prime Now, e soprattutto sfruttando la rete logistica e commerciale di Whole Foods, la catena di supermercati acquisita pochi mesi fa per quasi 14 miliardi di dollari.
Il motivo della decisione, più che nella disaffezione degli acquisrenti, sta nella legislazione statunitense. Nello specifico, le cosiddette “tied-house laws” impediscono a un venditore di bevande alcolici di ricevere pagamenti dai propri fornitori in cambio di pubblicità e/o visibilità, ed è proprio questo il modello di business che Amazon, a partire dal 2012, ha adottato, aggirando la necessità di procurarsi le necessarie autorizzazioni per vendere alcolici e “limitandosi”, per così dire, a offrire ai singoli venditori l’uso della propria piattaforma, in cambio di una percentuale del 15% su ogni transazione. Un modello di business che non è più sostenibile, dato che l’acquisizione di Whole Foods ha portato in dote ad Amazon anche la licenza di vendere alcolici in più Stati americani: la scelta era quindi obbligata, e, a conti fatti, molto semplice, visto che il volume d’affari delle vendite di alcolici di Whole Foods è con ogni probabilità ben più ampio di quello raggiunto da Amazon Wine




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