Unione Vini chiede di ridurre i costi delle certificazioni

Ogni anno in Italia i produttori di vini Doc e Docg sostengono un onere di circa 60 milioni per i costi di certificazione. Costi che l’Unione Italiana Vini (Uiv) chiede di abbattere.  Per questo il presidente Ernesto Abbona ha lanciato una proposta alla fgiliera e al Mipaf nell’ambito del confronto in atto sui decreti attuativi del Testo Unico. Secondo l’Unione l’attuale sistema è da rivedere anche perchè introduce gravi squilibri nella concorrenza tra le aziende; i costi obbligatori, infatti, presentano forti oscillazioni da zona a zona, aumentando da 10 a 30 volte. I 4 punti cardine della proposta Uiv spaziano dalla dematerializzazione, ai sistemi alternativi di tracciabilità, all’uniformità dei costi a livello nazionale, alla semplificazione delle procedure per le piccole Doc.
”Il sistema dei controlli e della certificazione delle denominazioni è un punto di forza del nostro vino ma vogliamo che funzioni meglio. Crediamo che le nostre proposte per razionalizzare e ottimizzare la macchina della certificazione porterebbero più efficacia nel monitoraggio della tracciabilità e nei controlli, abbattendo in maniera considerevole i costi, interni ed esterni, a carico delle aziende”. dice Abbona.
A questo propositi l’Uiv ricorda che i costi ispettivo-documentali e le fascette rappresentano l’80% delle spese complessive da sostenere per la certificazione di un vino, due temi sui quali si dovrà lavorare per ridurre sensibilmente gli oneri economici e le sperequazioni tariffarie dell’intero sistema.