Da oggi obbligo di origine per derivati pomodoro

Scatta ufficialmente da oggi, 27 agosto, l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei derivati del pomodoro, come stabilito dal decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso febbraio.
La sperimentazione del nuovo sistema di etichettatura, che si applica a conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, sarà valida fino al 31 marzo 2020.
Dal giorno successivo, ovvero dal 1° aprile 2020, il decreto italiano sarà sostituito da quello approvato dalla Commissione Ue lo scorso aprile e pubblicato in Gazzetta il 30 maggio.
La disciplina è applicata a conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.
Tra i punti chiave della misura prevista dal decreto l’indicazione che “le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato e il nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato”. Nell’ottica di una massima trasparenza viene stabilito inoltre che se le fasi di lavorazione “avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue”. Infine è detto che “se tutte le operazioni avvengono in Italia si può utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia”. E’ precisato in ultimo che “le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.


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