Il vino italiano tra Germania e Cina

Gian Marco centinaio a Dusseldorf

Vino italiano protagonista nelle due rassegne internazionali dedicate al vino in corso in Germania e in Cina.
Mentre al ‘ProWein’ di Dusseldorf il ministro della Politiche agricole fa promozione delle nostre eccellenze vinicole, a Chengdu, al Vinitaly China si fanno i conti con i più severi mercati internazionali.

Gian Marco Centinaio oggi nello stand del Consorzio Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg ha reso omaggio ad uno dei simboli del Made in Italy, un vino esportato in 140 Paesi nel mondo. “Ringrazio il Ministro Centinaio per la sua gradita visita – ha detto il presidente del Consorzio, Innocente Nardi – è stata una occasione di confronto anche con i produttori presenti, in cui si sono sottolineati i valori che contraddistinguono la zona storica di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco e i diversi riconoscimenti che ne attestano il valore, come l’inserimento nel Registro dei paesaggi rurali storici, dal Mipaaft, e la prestigiosa candidatura Unesco”. Al ProWein il Consorzio promuove anche il territorio nell’anno che celebra il 50/mo della denominazione, dichiarata Doc nel 1969 e Docg nel 2009. 

Altri conti in Cina. In questo enorme mercato noi italiani siamo al quinto posto come fornitori, anche dopo la Spagna. Market leader, sebbene in calo (-7,2%), è sempre la Francia (903 milioni di euro), seguita da Australia (660 milioni di euro) e Cile. Lo scorso anno abbiamo venduto vino per un controvalore di 142,3 milioni di euro con una crescita del prezzo medio del 3,1%. In lieve calo (0,2%)  rispetto al 2017 i volumi.
La Cina, a livello mondiale, ha acquistato vino per un valore complessivo di oltre 2,4 miliardi di euro ed è ormai a un passo dalla top 3 dei buyer mondiali; Usa, Regno Unito e Germania.

In Cina, quindi, per il nostro vino c’è ancora molto da fare,  come nota anche Giovanni Mantovani, direttore generale di Verona Fiere, che organizza il Vinitaly veronese e la trasferta in cinese: “Il vino del Balpaese ha bisogno di incrementare la propria posizione in un mercato della domanda cresciuto del 106% negli ultimi 5 anni, esattamente 89 volte più di quello tedesco”.