Despar punta sui prodotti a Mdd

Despar nel 2018 ha realizzato un fatturato di 3,5 miliardi in crescita del 3,5% sul 2017. Un risultato che conferma la catena tra le prime dieci insegne della Gdo presenti in Italia.

Attualmente Despar in Italia è presente in 13 regioni e 63 province con i suoi attuali 1.244 punti vendita di cui 428 diretti e 816 affiliati.

Nel 2018 sono stati 29 i nuovi punti vendita inaugurati in tutte le regioni dove il consorzio è presente. Per l’anno in corso si prevede l’apertura di 50 nuovi punti vendita tra diretti e affiliati, 36 ristrutturazioni e un investimento complessivo di 95 milioni di euro per lo sviluppo e modernizzazione della rete di vendita.

I dati sono stati resi noti da Paul Klotz, Presidente di Despar Italia, nel corso della Convention nazionale Despar che ha avuto luogo presso la Comunità di San Patrignano con la quale il Consorzio ha recentemente siglato un accordo di partnership.

Per l’occasione Lucio Fochesato, Direttore Generale, ha affrontato il tema dei prodotti a marchio Despar, che oggi costituiscono un fattore chiave che indirizza la scelta dei consumatori.

Per quanto riguarda Despar Italia, il fatturato in acquisto in ambito MDD è cresciuto nel 2018 del 7,7%, attestandosi ad oltre 334 milioni di euro. Una crescita significativa era già avvenuta nel 2017 quando il fatturato aveva raggiunto i 310 milioni di euro.

Già oggi sono oltre 3.000 prodotti MDD in assortimento presentati in 13 linee diverse.

Per quanto riguarda le strategie future, Fochesato ha sottolineato come l’obiettivo di Despar sia di raggiungere, entro il 2025, una quota del 25% di MDD sul totale del venduto.

Le linee guida sullo sviluppo delle referenze a marchio nel triennio 2019-2021 si orienteranno verso due specifici obiettivi: per garantire salute e benessere dei consumatori, e lavorare in un’ottica di sostenibilità ambientale grazie all’introduzione di nuovi pack richiudibili e al 100% compostabili.

In particolare, per allineare sempre di più i prodotti MDD a stili di vita sani, Despar ha da tempo attivato un progetto di collaborazione con l’Università di Parma che prevede la riformulazione degli ingredienti per un ampio numero di referenze a marchio, nell’ottica di una loro eventuale riformulazione in termini di riduzione di grassi saturi, zuccheri e sale, rimodulazione delle porzioni e aumento del contenuto di fibre.