Fiere agroalimentari: razionalizzare per crescere

Il moltiplicarsi di rassegne fieristiche dedicate all’agroalimentare se da un lato attesta la vivacità di quello che è il secondo comparto economico e produttivo italiano, dall’altro deve indurre a un’attenta riflessione sull’esigenza di razionalizzare le diverse iniziative per promuovere al meglio il Made in Italy.

Il tema non è nuovo e il rischio che si evidenzia, è quello di replicare eventi simili a scapito dell’offerta fieristica complessiva.

Così oggi più che mai, di fronte al proliferare di manifestazioni anche replica di altre, appare opportuno un coordinamento che coinvolga accanto agli organizzatori anche le istituzioni, in modo da razionalizzare l’offerta nell’interesse dell’intero comparto agroalimentare italiano.

In questo senso si è recentemente espresso anche il ministro Centinaio. Ma le sue parole sembrano per il momento essere state ignorate. Così si prosegue in ordine sparso e un po’ tutti contro tutti. Non si raccoglie e, anzi, si evita il dibattito con un disinteresse che appare voluto.

Nel panorama c’è però un attore che spicca ed è IEG Italian Exhibition Group, il secondo player fieristico nazionale proprietario dei quartieri espositivi di Rimini e Vicenza, attivo anche su altre città e all’estero con società in Cina, negli Stati Uniti e anche in Brasile, che ha un ben articolato ventaglio di manifestazioni rivolte ai più promettenti settori del food che si caratterizzano per originalità e attenzione ai pubblici di riferimento.

Sigep, la rassegna internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali è da decenni un evento insostituibile per tutti gli operatori del settore sia italiani che esteri, un leader mondiale, mentre Beer Attraction, che dal prossimo anno diverrà Beer & Food Attraction ad attestare ancor più il legame col sistema del food & beverage fuori casa, nell’ultima edizione è letteralmente esplosa come nuova manifestazione di riferimento del mondo horeca, quello che evidenzia i maggiori ritmi di crescita.

Entrambe le manifestazioni, unitamente al Macfrut sempre organizzato a Rimini, ma anche Golositalia, Cosmofood, FoodNova e Foodwell, si caratterizzano per l’originalità della proposta e per la capacità di attrarre pubblico professionale nei rispettivi segmenti di riferimento.

Al contrario il proporre, come pure da tempo sta avvenendo, fiere “replica” penalizza l’offerta complessiva e, ancor più, le imprese che devono compiere delle scelte razionali e dettate da precise ragioni economiche. Proseguire in ordine sparso, per di più con una concorrenza fine a se stessa, non porta da nessuna parte, e fa soltanto il gioco della grandi Fiere agroalimentari estere alle quali le nostre imprese guardano con sempre maggior interesse.

(Brunello Cavalli)