L’industria italiana contro la Sugar Tax

 

“Non si educa la popolazione con le tasse, soprattutto se si tratta di tasse di scopo per presunti danni alla salute pubblica non sostenuti da solide evidenze scientifiche”. Così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, chiarisce la posizione della federazione che rappresenta l’industria italiana del food and beverage sulla questione della sugar tax, dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia Roberto Gualteri, che ha annunciato l’inserimento nella manovra di una tassa sulle bevande zuccherate.

“Con questa tassa – spiega Vacondio – si contribuirebbe solo ad elevare il costo della vita, a svantaggio di tutti e in particolare delle famiglie a basso reddito, aumentando il gap tra coloro che possono comprare prodotti premium e coloro che, invece, sono costretti a rifornirsi al discount con una forbice di alimenti minore”.

“È una forte contraddizione – continua il presidente Vacondio – che l’Italia abbia combattuto una battaglia a livello internazionale contro le etichette a semaforo, che bollano specifici cibi come salubri o insalubri finendo per penalizzare i migliori prodotti della dieta mediterranea, e poi faccia lo stesso nel proprio paese, tassando una specifica categoria di prodotti. La scienza ci insegna che non ha senso distinguere tra alimenti sani e non sani, ma tra diete sane e non sane, e che i diversi prodotti, bibite zuccherate comprese, possono essere inseriti in modo corretto in una dieta corretta ed equilibrata. Basta saper rispettare le giuste quantità”.

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