Foodservice: Marr entra nel capitale di Jolanda de Colò

Marr, leader in Italia nella commercializzazione e distribuzione di prodotti alimentari al foodservice appartenente al Gruppo Cremonini, ha acquistato il 34% delle azioni di Jolanda de Colò S.p.A. da Intrapresa S.r.l. ed ha contestualmente sottoscritto con la società ABA S.r.l. della famiglia Pessot – de Colò, che detiene il 66% di Jolanda de Colò, con un’opzione per l’acquisto di una partecipazione di maggioranza di Jolanda de Colò. Tale accordo prevede inoltre un meccanismo di opzione call per Marr e put per ABA sul residuo 33% del capitale sociale di Jolanda de Colò.
Attraverso questa operazione la società riminese entra in partnership con la famiglia Pessot – de Colò, confermata alla guida di Jolanda de Colò, nello sviluppo del segmento premium delle forniture alimentari al foodservice.
Jolanda de Colò è infatti tra i principali operatori a livello nazionale nel segmento premium (alto di gamma) con oltre 21 milioni di Euro di vendite nell’esercizio 2018 e circa 5.000 clienti serviti con oltre 2.000 prodotti dell’eccellenza culinaria.
Jolanda de Colò fondata nel 1976 dalla famiglia Pessot – de Colò ed inizialmente attiva nella produzione di carni, negli anni ha esteso la propria attività nella distribuzione di specialità alimentari.  In particolare la vendita di prodotti non lavorati è cresciuta progressivamente fino a rappresentare oltre il 70% delle vendite, che per circa il 90% sono concentrate nel canale Horeca. e per il 93% circa in Italia.
Jolanda de Colò opera attraverso un centro distributivo e di produzione con una superficie coperta di oltre 6.000 metri quadri ubicato a Palmanova (Udine).
Il prezzo di acquisto del 34% delle azioni di Jolanda de Colò è stato pari a 2 milioni di euro ed interamente versato al loro trasferimento.

Inoltre il Cda di Marr ha oggi approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2019.
I ricavi totali del terzo trimestre sono stati pari a 509,1 milioni di Euro rispetto ai 507,2 milioni del 2018. Il risultato delle attività ricorrenti è stato pari a 77,2 milioni di Euro (78,7 milioni nel 2018) e risente di maggiori oneri finanziari per l’applicazione dell’IFRS 16 per 1,2 milioni di Euro.
Il risultato netto di periodo ha raggiunto i 55,1 milioni di Euro con un effetto dell’IFRS 16 pari a -0,5 milioni di Euro.  
I ricavi totali dei primi nove mesi sono stati pari a 1.302,1 milioni di Euro, rispetto ai 1.289,8 milioni di Euro del 2018.
Per quanto riguarda i diversi segmenti di mercato le vendite del Gruppo nei primi nove mesi del 2019 sono state pari a 1.280,4 milioni di Euro (1.270,3 milioni nel 2018) mentre quelle del terzo trimestre hanno raggiunto i 500,7 milioni di Euro (499,9 milioni nel 2018).
Le vendite verso i clienti della “Ristorazione commerciale e collettiva” (clienti delle categorie Street Market e National Account) al 30 settembre 2019 sono state pari a 1.109,8 milioni di Euro rispetto i 1.088,3 milioni nel 2018, mentre le vendite del terzo trimestre sono state pari a 445,7 milioni di Euro (429,8 milioni nel 2018).
Nella principale categoria dello “Street Market” (ristoranti e hotel non appartenenti a Gruppi o Catene) le vendite dei primi nove mesi hanno raggiunto gli 891,8 milioni di Euro (864,5 milioni nel 2018), quelle del terzo trimestre sono state pari a 378,1 milioni (362,4 milioni nel 2018).
L’andamento del mercato finale di riferimento dei clienti dello Street Market, ha fatto registrare nel terzo trimestre per la voce “Alberghi, pasti e consumazioni fuori casa” una crescita dei consumi (a quantità) del +1,1%, a fronte di un -0,4% e un +1,1% rispettivamente nel secondo e primo trimestre.
Le vendite ai clienti del “National Account” (operatori della ristorazione commerciale strutturata e della ristorazione collettiva) al 30 settembre 2019 sono state pari a 218,0 milioni di Euro (223,8 nel 2018) con 67,6 milioni di Euro nel terzo trimestre (67,4 milioni nel pari periodo 2018).
Le vendite ai clienti della categoria dei “Wholesale” (grossisti), che per la quasi totalità sono relative a prodotti ittici congelati della pesca, nei primi nove mesi del 2019 si sono attestate a 170,6 milioni di Euro (182,1 milioni nel 2018), con 55,0 milioni nel terzo trimestre (70,1 milioni nel 2018), che ha anche risentito dello spostamento di campagne di pesca nel quarto trimestre.


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