Cavit e LaVis lanciano il polo trentino del vino

Le storiche cooperative trentine Cavit e LaVis si sono accordate per una fusione che porterà alla nascita di un grande polo vitivinicolo trentino con ricavi di 262 milioni di euro, il terzo in Italia per fatturato dopo cantine Riunite Civ e Caviro e immediatamente prima di Antinori.

L’accordo preliminare firmato dalle due strutture prevede che le società Cesarini Sforza e Casa Girelli passino direttamente da LaVis a Cavit, mentre Cantina di Lavis e Valle di Cembra entra a far parte della compagine sociale di Cavit. La riorganizzazione strategica vede, infine, l’ingresso di quest’ultima nella società commerciale G.L.V. che distribuisce i marchi Cantina LaVis e Cembra Cantina di Montagna.

Inoltre con l’intesa LaVis abbatterebbe parte del debito, che ammonta a 48 milioni, con le banche e con Isa che è la finanziaria della Curia di Trento .

Ma la fusione ha soprattutto un valore strategico posizionando il Trentino in testa alla classifica dei grandi produttori nazionali di vini e al primo per la componente degli spumanti.

Come ha sottolineato Lorenzo Libera, presidente di Cavit, infatti, “L’intesa rappresenta un’operazione strategica per valorizzare i vini trenitini nel mondo e consente a Cavit di rafforzare la propria posizione attraverso l’acquisizione di importanti asset garantendo ulteriore sviluppo al patrimonio vitivinicolo trentino”


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