Ok del governo all’etichetta a batteria

Nel corso del Consiglio dei ministri di ieri i ministri delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e della Salute, Roberto Speranza, hanno trovato l’intesa sul decreto interministeriale che introdurrà nell’ordinamento italiano un’etichettatura volontaria per comunicare al consumatore l’apporto energetico dell’alimento in rapporto al suo fabbisogno nutrizionale e al corretto stile alimentare, evidenziando i contenuti di calorie, grassi, zuccheri e sale per porzione. Il nuovo sistema  cosiddetto “a batteria”  si contrappone al “nutri-score” francese, che utilizza invece i colori del semaforo per bocciare o meno un alimento, attraverso un algoritmo di misurazione, che lo classifica dalla A alla E. Nell’intesa raggiunta dai ministri risulta che i prodotti Dop e Igp saranno esonerati dal sistema di etichettatura nutrizionale a batteria (sulla questione si era evidenziata una posizione diversa tra Federalimentare contraria all’esclusione) e i Consorzi di tutela e Filiera Italia.
Il nuovo decreto anticipa le scelte dell’Unione europea di voler uniformare le cosiddette warning labels, adottando un modello che valga in tutta Europa.

“L’industria alimentare italiana accoglie con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto relativo all’adozione del nuovo sistema di etichettatura nutrizionale a Batteria” afferma il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio.
“La Batteria, ideata dalle istituzioni e sostenuta da vari stakeholder (tra i quali Federalimentare) sotto la direzione del Governo – aggiunge il presidente – va incontro alle richieste dei consumatori, che da tempo chiedevano un sistema più chiaro per comprendere il valore nutrizionale dei prodotti alimentari”. Vacondio plaude in particolare la decisione “di evitare l’adozione di sistemi poco rispondenti alle esigenze dei consumatori italiani e penalizzanti per la dieta mediterranea, come ad esempio il Nutriscore francese”.
“I test realizzati in questi ultimi mesi tra le famiglie italiane hanno chiaramente dimostrato che nel nostro Paese il Nutriscore non verrebbe né compreso né apprezzato dai consumatori”, spiega Vacondio, che sottolinea invece come la Batteria “abbia riscontrato il gradimento del campione di cittadini coinvolto nella sperimentazione da numerosi punti di vista, in particolare chiarezza, comprensibilità e utilità per gli acquisti”.
“Riguardo l’esclusione dei prodotti di origine protetta dallo schema di etichettatura, a nostro avviso superflua dato che l’applicazione delle etichette è su base facoltativa e non a titolo obbligatorio, auspichiamo che il Governo sappia trovare una base argomentativa solida per evitare un indebolimento della posizione italiana nell’ambito del negoziato comunitario, dove ora si sposta la battaglia” ha concluso il presidente di Federalimentare.
 


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