Filiera Italia chiede misure straordinarie per l’emergenza Covid-19

“Un’emergenza sanitaria che diventa sempre più occupazionale e sociale” così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, in un appello  al Governo “Sotto scacco tutto il settore agroalimentare che, proprio nelle zone più colpite da questa epidemia, ha il suo cuore produttivo e logistico”. Secondo una stima di Filiera Italia, infatti, la somma del fatturato dell’agroalimentare di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna rappresenta quasi il 70% dell’intero settore. “E se guardiamo al comparto del food includendo anche la ristorazione (dagli agriturismi alle grandi catene) – dice Scordamaglia – le cose vanno ancora peggio: tracollo al Nord, con cali tra il 50% e l’80%”.

E non finisce qui “ Ricordiamo – dicono da Filiera Italia – l’importanza della spesa alimentare legata al turismo che per forza di cose subirà un arresto importante”. Parliamo di più di 30 miliardi di euro, di cui più della metà legati a turismo nazionale e circa 12 miliardi di euro per il turismo internazionale.

Ecco perché Filiera Italia chiede al Governo “l’attivazione di misure straordinarie per tutte le aziende fuori zona rossa ma legate all’emergenza da un qualsiasi nesso causale”. Come il crollo del fatturato, la mancanza di lavoratori, le difficoltà logistiche e eventuali ostacoli all’export. Ed è proprio l’export quello che maggiormente preoccupa il settore, secondo Filiera Italia, infatti, se l’emergenza in corso durasse ancora qualche settimana rischieremmo di perdere accelerazione in uno dei volani della nostra economia, con un rallentamento anche di 4 punti percentuali, mantenendo comunque un trend positivo (dal + 6 % del 2019 al + 2%). Decisamente più preoccupanti gli effetti che deriverebbero da un eccessivo prolungamento di questa situazione.

“Occorrono misure puntuali e urgenti” prosegue Scordamaglia  “che possono andare da una immediata estensione della cassa integrazione ordinaria in forma semplificata ed in deroga per chi non è coperto al di fuori delle zone rosse; un credito di imposta immediato e proporzionale alla gravità del danno subito per tutte le aziende interessate; interventi ad immediato sostegno della liquidità trattandosi di aziende che con il crollo delle entrate di liquidità non hanno risorse per pagare stipendi, tasse, mutui etc; una serie di misure di sostegno specifiche per il settore agricolo messe a punto da Coldiretti”. “E – ricordano da Filiera Italia – compatibilmente con le necessità sanitarie  sarebbe necessario rimuovere appena possibile i vincoli ancora esistenti alle attività produttive e logistiche di aree cruciali”.

“Anche l’Europa faccia la sua parte  – afferma ancora Scordamaglia – servono regole chiare perché tutti gli stati membri siano sottoposti agli stessi obblighi in termini di test e misure di contenimento”.


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