Coronavirus: come stanno reagendo le aziende del food

Come stanno affrontando le imprese del food l’emergenza Covid-19?

Se nessuna nasconde le difficoltà del momento, l’approccio alla situazione emergbnziale è differente. La situazione è cambiata soprattutto dopo il Dpcm di domenica 8 marzo che ha esteso a tutta Italia le misure di prevenzione prima limitate solo a Lombardia e ad alcune province.

Babbi di Cesena, attiva negli ingredienti per gelateria e pasticceria, è regolarmente operativa e non ha alcuna difficoltà ad evadere gli ordini già prvenuti e che perverranno. Babbi ha organizzato  le funzioni aziendali interne, compresi tutti i reparti produttivi, limitando trasferte e contatti e applicando, ove possibile, lo smart working.

Il Consorzio del parmigiano reggiano ha già messo in campo una strategia per limitare i danni qualora qualcuno dovesse essere messo in quarantena. E’ atta avviata una rete di solidarietà tra caseifici del parmigiano Dop e censendo le caldaie non utilizzate per evitare l’arresto delle attività produttive non differibili nel tempo. Il Consorzio sta anche valutando l’opportunità di chiedere al ministero delle Politiche agricole e all’Ue una deroga al Disciplinare di produzione.

Facchinetti, azienda novarese che da oltre 40 anni realizza impianti per il lattiero caseario, conferma che le attività aziendali proseguono come d’abitudine. In una lettera destinata a partner commerciali e clienti, la Ceo Silvia Facchinetti assicura che la situazione è costantemente monitorata e che l’azienda garantisce la massima sicurezza e operatività, sebbene, date le circostanze, possano presentarsi degli inconvenienti.

Al contrario Fico Eataly World, il grande parco agroalimentare di Bologna ideato da Oscar Farinetti, chiude fino al 3 aprile. “In riferimento alla situazione che si è creata in Italia e in Emilia Romagna e a seguito del decreto del presidente del consiglio dei ministri firmato l’8 marzo, che invita a ridurre la mobilità e a limitare i momenti di aggregazione, Fico rimarrà chiuso fino alla data del 3 aprile”, si legge sul sito. “Ci sono dei momenti in cui bisogna essere realisti”, spiega Tiziana Primori, amministratore delegato, “ma ciò non ci impedisce di continuare ad essere ottimisti. Durante questo periodo di chiusura lavoreremo per un piano di rilancio, che accompagnerà la riapertura”. Dall’inizio dell’epidemia il calo delle presenze è stato del 70%, complice la chiusura delle scuole e il crollo drastico di turisti. 

Tutto il mondo della Gdo, pur attenendosi scrupolosamente alle direttive del Governo, è aperto adottando le massime cautele. Molte catene, Come Esselunga o Selex offrono anche servizi di consegna domiciliare gratuita in determinate zone e per particolari fasce di clientela. Supermercato24 in collaborazione con  Coop Lombardia, Bennet, Carrefour Italia, Conad, Iper La grande i, MD effettua consegne gratuite agli Over 65. 

Nova Coop ha immediatamente potenziato le disposizioni per fare la spesa in sicurezza in tutti i suoi punti vendita: 60 in Piemonte e 3 in alta Lombardia. Il Presidente della cooperativa Ernesto Dalle Rive ha ribadito inoltre che non esiste un problema di approvvigionamento e tutti i negozi rimarranno aperti e riforniti, raccomandando l’accesso in punto vendita di una persona per nucleo familiare in modo da rendere più semplice il rispetto delle nuove norme sul distanziamento e agevoli i flussi delle persone.
In tutti i punti vendita da oggi sono attive nuove segnaletiche orizzontali e prescrizioni per rispettare il distanziamento. Potenziati i servizi di spesa online e i presidi di sicurezza per gli operatori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code