Il Covid-19 rallenta la produzione alimentare

Sebbene sia tra i settori che continuano ad operare a pieno regime anche la filiera alimentare sta risentendo degli effetti dell’emergenza Covid-19. Sono moltissime, infatti, le aziende che lamentano cali di produzione (anche dell’ordine del 20%) determinati soprattutto dalle procedure per la tutela della sicurezza dei lavoratori che in questo periodo sono state opportunamente rafforzate. Solo per fare unn esempio da ieri la Ferrero ha ridotto del 50% la produzione nei propri stabilimenti in Italia. 

A complicare la situazione sono gli accresciuti livelli della domanda e il complessivo rallentamento del ciclo della logistica. Forte soprattutto la domanda di scatolame di vario genere (vegetale e ittico in particolare) tanto che le industrie conserviere hanno aumentato le vendite del 30% a febbraio e le hanno raddoppiate nelle prime due settimane di marzo. Del 33% sono aumentati gli acquisti di riso genere di cui le famiglie hannbo fatto scorta insieme alla pasta. 

In crisi il comparto della pesca sia per la fortemente diminuita attività di cattura, sia per una flessione della domanda di prodotto ittico fresco. 

Federalimentare, per bocca del presidente Ivano Vacondio, assicura comunque i consumatori sulla disponibilità dei generi alimentar: “Al momento non abbiamo particolari problemi – ci ha detto – Nonostante la riduzione dei ritmi di lavoro di diverse industrie non abbiamo problemi per lar arrivare la merce a destinazione nei punti vendita. Per il futuro, naturalmente, tutto dipende dalle dinamiche degli acquisti. Per questo mi auguro che non ci sia una corsa all’accaparramento dal momento che non se ne vede la ragione. Se gli attuali ritmi di domanda si attenueranno non dovremmo avere problemi”.

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