Covid-19 a Pasqua frena l’alimentare da ricorrenza

Quest’anno la Pasqua cade il 12 aprile in piena emergenza Coronavirus. Naturale, dunque, che ne risentiranno in maniera pesante anche tutti i consumi legati alla ricorrenza a cominciare dai dolci tipici di questo periodo: colombe e uova in particolare. 

“A causa dell’emergenza Coìvid-19 la metà della nostra produzione rimarrà invenduta. Una frenata che arriva proprio nel momento in cui ci attendevamo vendite record con un aumento degli ordinativi di oltre il 10% rispetto all’anno scorso”, dice Massimo Buli, contitolare e direttore vendite della Fliamigni, azienda di Forlì all’eccellenza nelle produzioni di dolci della tradizione italiana. Un’azienda per la quale le vendite legate alla Pasqua significano oltre il 30% del fatturato. In termini quantitativi si tratta di circa 200mila chili solo di colombe. 

L’azienda forlivese, peraltro, non vende alla grande distribuzione, ma è ben presente nei negozi specializzati che, appunto, in questo periodo sono forzatamente chiusi. 

“Ora abbiamo fermato già da due settimane la produzione e messo in cassa integrazione i dipendenti fissi. A quelli stagionali non abbiamo invece rinnovato il contratto”, prosegue Buli. 

Intanto la Flamigni si prepara a distribuire oltre 10mila colombe agli ospedali e agli operatori sanitari del Forlivese. 

Secondo CNA Agroalimentare il fatturato dei dolci legati alla Pasqua è stato nel 2019 di 170 milioni di euro. Di questi circa 90 hanno riguardato il prodotto industriale, mentre di 80 milioni è il giro d’affari dei dolci artigianali. 

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