Unione Italiana Food: Pasqua in casa è crisi per decine di PMI alimentari

Con la Pasqua alle porte, le decine di piccole e medie imprese che incentrano la propria produzione esclusivamente su uova al cioccolato e lievitati da ricorrenza si trovano a dover affrontare un momento molto difficile, a causa dell’emergenza legata al Coronavirus. Da una parte il mercato stenta a decollare e il consumatore appare preoccupato e disorientato. Dall’altra la chiusura dei bar e delle pasticcerie e i problemi riguardanti gli spazi espositivi nella Gdo (c’è meno disponibilità a ospitare i bancali con questi prodotti per le norma di distanziamento nei supermercati, che impongono di lasciare più spazi aperti per il transito delle persone) frenano gli ordini in vista delle festività. E il settore comincia a temere che l’invenduto metta a rischio la vita stessa delle aziende. 

Un problema estremamente complesso per oltre 40 aziende con un giro di affaeri di 435 milioni concentrato essenzialmente nelle festività pasquali.

Ne abbiamo parlato con Mario Piccialuti, Direttore Generale di Unione Italiana Food, l’associazione che rappresenta, tra l’altro,  le principali aziende dolciarie italiane.

Se tradizionalmente uova e colombe venivano acquistate come dono da portare ad amici e parenti nei giorni dei pranzi e degli inviti di Pasqua, quest’anno il nostro auspicio è che le persone li acquistino per sé e per il proprio nucleo familiare. Tutti abbiamo bisogno di una coccola, di un momento dolce e spensierato. Soprattutto in questa inedita Pasqua da passare tra le quattro mura domestiche”.

Secondo i vostri dati in media la produzione di uova di cioccolato e ovetti in Italia riguarda 31.207 tonnellate di prodotto per un fatturato di circa 275 milioni di euro.  Mentre quello delle colombe pasquali tocca quasi le 23.000 tonnellate per un valore di circa 160 milioni di euro. Si tratta di prodotti immancabili nelle nostre tavole, scelti da 7 famiglie italiane su 10. Cosa sta accadendo a questo settore? Quali sono i vostri timori?

Il mercato fatica a decollare e cominciamo a temere che questo possa trasformarsi in uno scoglio difficilmente superabile per tante piccole e medie imrpese che sono specializzate in dolci della ricorrenza pasquale. Per chi non ha una diversificazione di prodotto e fa solo lievitati da ricorrenza, la Pasqua può arrivare a rappresentare anche la metà del fatturato annuale, con prospettive di perdita molto gravi se la stagione non portasse gli esiti sperati. In particolare, le aziende che operano solo attraverso il canale tradizionale, come bar e pasticcerie, si trovano in condizioni pressoché di immobilismo e pertanto la loro situazione inizia ad avere risvolti davvero critici”.

Allora come Unione Italiana Food cosa proponete?

In questo particolare momento chiediamo alla Gdo massima sensibilità e ci auguriamo che in questa situazione vogliano essere al fianco delle aziende, a volte anche molto piccole che lavorano soprattutto in queste settimane. Se accetteranno di tenere un po’ più a lungo questi prodotti nei punti vendita sicuramente la risposta dei consumatori sarà positiva”. 


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