Covid-19 stoppa anche gli autogrill, che chiedono sostegni

Anche le aziende della ristorazione in concessione, cioè quelle che operano nelle aree di servizio autostradali, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, stanno affrontando una crisi economica senza precedenti. I numerosi provvedimenti emanati dalle autorità, nazionali e locali, per contenere il contagio del Coronavirus hanno inevitabilmente portato alla limitazione della mobilità delle persone, alla chiusura dei punti di ristoro, fatta eccezione per la rete autostradale e alla modifica delle modalità di erogazione del servizio. 

Le aziende del settore, consapevoli del ruolo di fondamentale servizio pubblico, proseguono nel garantire i propri servizi, pur facendosi carico di impegni economici significativi, di difficoltà gestionali, sostenendo gli oneri legati alle misure necessarie per tutelare la salute dei dipendenti e dei clienti e allo stesso tempo assicurando i presidi richiesti, soprattutto a supporto degli autotrasportatori e di tutti coloro che hanno necessità di utilizzare le autostrade. 

A tale contesto di grave difficoltà in cui versa l’intero comparto – caratterizzato da un sostanziale azzeramento dei volumi di vendita e della conseguente generazione di cassa – si aggiungono gli impegni economici legati ai contratti di sub concessione stipulati con le diverse concessionarie autostradali, aeroportuali e ferroviarie. Tali contratti impongono canoni fissi e variabili, costi di gestione e investimenti dimensionati su volumi ad oggi non più esistenti. 

Alla luce di tutti i fattori che stanno avendo ricadute così negative sul comparto, AIGRIM, la loro associazione di categoria,  si fa portavoce per chiedere un interessamento del Governo per introdurre provvedimenti uniformi e specifici per tutelare un settore che continua a prestare i propri servizi di utilità pubblica. 

Queste le principali richieste:

1) FASE DI EMERGENZA – Azzeramento di tutti i canoni fissi, variabili e dei costi accessori;

2) FASE DELLA RIPRESA: FINO AL RITORNO AI VOLUMI 2019 (PRE COVID-19) -Ripristino di soli canoni variabili a valori calmierati o proporzionati al calo dei volumi.

Inoltre, in aggiunta a quanto sopra, si ritengono fondamentali le seguenti misure:

– Dilazione dei termini di pagamento affinché siano minimizzati gli impatti sulla liquidità dell’intero settore;

– Sospensione di tutti gli investimenti, fatta eccezione per le attività di manutenzione non differibili;

– Proroga di tutte le Convenzioni in essere per un periodo minimo di 12 mesi e comunque per il tempo necessario alla remunerazione degli investimenti effettuati;

E’ infine importante – ribadisce AIGRIM – che per il tempo necessario al recupero di questi volumi vengano stipulati accordi ponte tra concedenti e operatori della ristorazione a canoni calmierati.   Solo in questo modo potranno  essere salvaguardati livelli occupazionali e continuità delle gestioni. Diversamente si assisterà alla progressiva chiusura di punti vendita ed al proliferare di contenziosi in tutti i canali del viaggio.        

AIGRIM, Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione e servizi Multilocalizzate, è l’Associazione che aderisce a Fipe-Confcommercio che rappresenta oggi 11 grandi Imprese della ristorazione a catena, che impiegano più di 30.000 dipendenti e producono ricavi per oltre 3 miliardi di Euro in 3.000 punti di ristoro rappresentativi di tutti i format, dal fast food al casual dining, dal bar alla pizzeria, dal ristorante etnico alla paninoteca, al bistrot, trovando per ogni format un giusto ed innovativo equilibrio tra prodotto, servizio ed emozione.


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