Piraccini: Macfrut 2020 solo in piena sicurezza

Apertura quanto prima, con il massimo della sicurezza. Il rischio, altrimenti, è che la recessione economica possa creare più danni del Coronavirus. Ma se è importante riprendere a lavorare, è altrettanto importante farlo con le massime tutele”. Renzo Piraccini sintetizza così il suo pensiero sull’attuale fase e su una ripresa delle attività fieristiche che tutti auspicano imminente. 

Il Presidente di Cesena Fiera è alle prese con lo stato di un comparto che è tra i più colpiti dall’attuale emergenza. Fiere e congressi sono bloccati, come tantissime altre attività, ma per loro le incertezze sono forse maggiori. 

Anche Cesena Fiera, come tutti gli altri player del settore, ha dovuto riprogrammare il proprio calendario.  Intanto ha spostato dall’8 al 10 settembre il Macfrut, la principale manifestazione di Cesena che si svolge nel quartiere fieristico di Rimini. Era prevista per l’inizio di maggio,. Ma si è dovuta arrendere al Coronavirus. 

Una fiera internazionale per sua natura non può essere che tale. Nasce ed è pensata per mettere in contatto le persone e per fare conoscere mondi e modi diversi di lavorare, produrre, pensare… Lo scenario che stiamo vivendo per il mondo delle fiere è come uno tsunami”, dice Piraccini. Che, naturalmente, punta a una manifestazione di alto livello come quelle realizzati fino ad ora. Niente ridimensionamenti, dunque.

Vogliamo mantenere alto il livello di Macfrut e prenderemo una decisione definitiva ai primi di maggio. Dobbiamo avere occhi attenti al nostro bilancio, ma anche agli interessi dei nostri espositori. Quindi, se non ci saranno adeguate condizioni, il Macfrut non si terrà. Mi auguro comunque che a settembre lo scenario sia cambiato e si possa riprendere a fare Fiere, Macfrut e tutte le nostre altre”.

E se Macfrut 2020 dovesse saltare per svolgersi solo nel 2021 si sta valutando un eventuale evento digitale in autunno per mantenere i contatti e preparare quello del prossimo maggio.

Macfrut è soprattutto il punto d’incontro di tutta la filiera dell’ortofrutta e quindi dal suo osservatorio privilegiato come vede la situazione di questo settore?

La produzione opera tra mille difficoltà, come accade da anni. Nel 2019 si è avuta la cimice asiatica, in questa primavera le gelate notturne che hanno compromesso molti raccolti. A causa del virus si è in difficoltà per il reperimento della manodopera per la raccolta nei campi. Le devo dire che si ha l’impressione che non si guardi oltre l’emergenza. Si nota un certo abbandono strategico da parte della politica. Invece, mai come in queste settimane si è compreso quanto sia importante avere una propria produzione nazionale. In questo momento la parte della filiera che ha a che fare con packging sta andando forte perché tutti vogliono frutta confezionata e non sfusa. Più critica è la situazione per macchine per la lavorazione della frutta. L’attuale recessione fa rinviare la decisione per eventuali investimenti in macchinari. Questo settore negli ultimi anni ha visto un notevole sviluppo”.


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