La FIR scende in piazza a sostegno della ristorazione

La Federazione Italiana Ristorazione (Fir) scende in piazza a sostegno della categoria e per contestare le scelte del Governo in materia di riapertura dei locali pubblici. 

Per questo l’organizzazione guidata da Glauco Marras intende dare appuntamento agli associati e ai ristoratori italiani il 6 giugno prossimo a Roma.

Il nostro vuole essere semplicemente un modo di comunicare un dissenso e una distanza dalle scelte fatte dall’attuale Governo. Noi non intendiamo, nella maniera più assoluta, contestare le scelte effettuate a riguardo delle chiusure dei locali, su questo tema la nostra categoria ha anticipato le chiusure prima che venisse emessa l’ordinanza. Questo proprio a tutelare la saluta personale, quella dei nostri dipendenti, dei nostri clienti e quella dei cittadini. Il nostro è stato un atto di responsabilità prima di tutto. La nostra richiesta è una finalizzata a far sapere al Governo che le attività e gli operatori dei vari settori si sentono presi in giro da quanto riportato nei vari Atti Amministrativi e DPCM emessi successivamente alle varie ordinanze”, dice Glauco Marras.

Secondo la Fir “la possibilità di poter attuare una manifestazione, adesso, darebbe l’opportunità di farla in maniera polemica ma in una forma pacifica e senza disordini, dove, come già anticipato anche nelle nostre missive inviate al governo durante questa emergenza covid-19, il rischio di una chiusura di tante partite iva, con le grosse conseguenze per i dipendenti che rimarrebbero a casa, porterebbe sicuramente a vedere degli atti di disordine e conseguenze di non facile controllo”.

La manifestazione dovrebbe svolgersi in Piazza del Parlamento partirà da Piazza dei Cinquecento verso via Giovanni Giolitti, proseguendo per Via Cavour, Via del Tritone, Piazza di S. Claudio, Piazza di S.Silvestro, Via delle Convertite, Via del Parlamento, Piazza del Parlamento.Gli orari sono dalle 10:30 alle 16:30.

Fir inoltre prcisa che sarà una manifestazione senza bandiere, stendardi, o qualsiasi altra cosa, che possa ricxhiemare a forze politiche o sigle sindacali. La manifestazione sarà attuata solo da chi opera nel settore e tutti quei comparti collegati alle attività sopra descritte. E’ stato ritenuto opportuno precisare anche tra di noi che l’attraversamento delle varie piazze e vie, fino al raggiungimento di piazza del Parlamento intesa come camminata a piedi, avverrà attraverso il proprio abbigliamento professionale. Il cuoco con i pantaloni sale e pepe, il cameriere con i pantaloni neri e uguale per le altre categorie..

Sempre la Fir ha inviato una nota alla Presidenza del Consiglio e a vari Ministeri in merito a quanto previsto dal Dpcm del 26 aprile scorso per la Fase 2.

In base a tale provvedimento dice la Federazione “sono le aziende e i professionisti a gestire il rischio e ad adottare le misure di sicurezza idonee ad evitare il contagio. Si desidera precisare che per le attività produttive il richiamo è ai protocolli del 14 marzo e del 24 aprile scorso, che consentono la riapertura soltanto a condizione che vengano assicurati adeguati livelli di protezione ai lavoratori. In caso di controlli l’azienda rischia la sospensione fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Se il lavoratore si ammala di Covid-19 durante l’attività lavorativa, con prova del relativo nesso di causalità quasi “diabolica”, la responsabilità è del datore di lavoro.Si tratta infatti di infortunio sul lavoro, come stabilito dall’articolo 42 comma 2 del cosiddetto decreto Cura Italia e ribadito dalla circolare n. 13 dell’Inail dello scorso 3 aprile”. 

“Sul piano pratico,- prosegue la nota della FIR –  l’allegato 4 del Dpcm dello scorso 26 marzo prevede, tra le altre cose, di pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcool. Tutte indicazioni che devono valere anche per i professionisti. Perciò se un dipendente si ammala, anche fuori dal locale, diventa infortunio sul lavoro e per tanto la colpa ricade sul datore di lavoro. Contestualmente l’INPS schizzerà alle stelle e come al solito a pagare sarà il settore.

Data la situazione riportata nel decreto, vista la situazione che si sta andando a delineare con i Governatori delle Regioni, che stanno dando l’opportunità di poter aprire i locali, si desidera informarVi che qualora vi sia un dipendente che durante l’orario lavorativo, o successivamente a esso, risulti essere infetto dal virus, il Governo, le Regioni e le Province saranno ritenute direttamente responsabili. In tal senso procederemo con i nostri legali a valutare quale sia la strada migliore per una azione legale diretta nei confronti delle istituzioni. Contestualmente ci costituiremo parte civile ed il risarcimento sarà dato a quelle persone che si troveranno a subire conseguenze che Vi prego di immaginare. Se è valevole per noi del settore essere responsabili e contemporaneamente contagiati, anche le Istituzioni saranno ritenute responsabili dato che non attuano una sanificazione a base di cloro e di alcool giornalmente, come per altro a noi richiesto. Situazione che dovrebbe essere attuata su tutto ciò che a di materiale e che dia la possibilità di venire a contatto dalla comunità. Ad esempio strade, marciapiedi, parchi comunali, edifici comunali, ringhiere, panchine o qualsiasi altra cosa che può essere toccato dal cittadino. Il virus non lo si trasmette solo sui posti di lavoro. Se dobbiamo farlo noi sulle superfici lo possono fare anche le istituzioni dando il buon esempio alla comunità, ma, soprattutto, a tutela del cittadino. Sia esso datore di lavoro, dipendente, bambino, adulto o qualsiasi cittadino. Dal più piccolo al più grande. Il Virus non lo si contrae attraverso una sanificazione, tanto vale per noi del settore tanto vale anche Voi che ci governate. La F.I.R. difende il settore, non lo vuole uccidere. Data la situazione si precisa che noi della F.I.R. tuteliamo i dipendenti del settore della filiera alimentare, ristorazione, ricezione, turistica alberghiera e affine, settore trasporti in ATP e tutte le attività industriali, artigianali e quelle micro imprese che credono nel nostro progetto attraverso un dialogo per la ripartenza del settore”.


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