Carni bianche e uova sempre più consumate

Nel primo trimestre di quest’anno si è registrata una forte crescita dei consumi domestici di carni bianche e uova.  Le carni avicole rimangono le più consumate nelle case italiane (35%),

E’ uno dei dati emersi dall’Assemblea di Unaitalia che si è svolta oggi a Bologna. 

Il bilancio 2019 per le carni bianche è tutto sommato positivo. Il settore ha tenuto, rivelando una crescita dell’export, soprattutto per il pollo (+13% in volumi). Le sfide per il 2020 saranno difendere questa conquista ma anche tenerci stretto il primato di autosufficienza di questo settore (107%), che è tra i pochi non costretti a importare dall’estero. La filiera durante la pandemia ha dimostrato grande capacità organizzativa, continuando a produrre in sicurezza, proteggendo i propri dipendenti e assicurando continuità negli approvvigionamenti. Ad oggi non si sono registrati focolai di Covid nei siti produttivi delle aziende aderenti a Unaitalia, contrariamente a quanto accaduto negli Usa e in Europa. Quanto sta accadendo all’estero non rispecchia in alcun modo la realtà italiana e delle nostre aziende. Le misure per la sicurezza hanno avuto anche un impatto sulla produzione, comportando un rallentamento delle linee e impedendo nella prima fase di far fronte in modo sistematico alle richieste di mercato, e generando nei mesi successivi un magazzino-scorte significativo per alcune tipologie di prodotti, ha detto “, ha detto il presidente, Antonio Forlini

Incognite persistono, invece, per il 2020. Infatti, nonostante il buon andamento dei  consumi domestici pesa la chiusura dell’horeca che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno. 

Dovremo affrontare una domanda sempre più altalenante dovuta allo spostamento degli acquisti sul retail (Gdo e dettaglio tradizionale), a discapito dei consumi fuori casa che registrano un calo consistente delle vendite nel canale horeca. Una perdita importante, seppur più contenuta rispetto ad altri comparti dell’agroalimentare, non compensata però dalla crescita dei consumi domestici”. ha proseguito Forlini. 

Secondo i dati Ismea sui consumi domestici delle famiglie italiane nel primo trimestre, durante il lockdown il segmento più dinamico è stato quello delle uova che chiudono il primo trimestre 2020 con un +14%, dopo settimane in cui le vendite hanno superato del 50% il valore dello stesso periodo dell’annata precedente. Per quanto riguarda le carni fresche l’aumento generale è stato del 6,3%, trainato soprattutto dalle vendite di carni bianche, che dopo un +20% nelle prime settimane di marzo, si sono assestate su un dato trimestrale del +8,9%. Se nelle prime settimane di lockdown l’andamento è stato favorevole per via di una domanda particolarmente dinamica a cui il settore ha ben risposto grazie a una forte integrazione verticale della filiera, da aprile le dinamiche di mercato sono cambiate. 


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