I Consorzi del Lambrusco verso l’unificazione

Se tre consorzi son troppi vediamo di farne uno. Lo hanno pensato i rappresentati egli enti di tutela del Lambrusco che hanno avviato un percorso per la riunificazione sono un’unica sigla del el Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, del Consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa e del Consorzio di Tutela Vini del Reno Doc da cui nascerà un unico grande soggetto consortile:appunto  il Consorzio Tutela Lambrusco.

“Questo primo passo, afferma Giacomo Savorini, direttore dei Consorzi che oggi tutelano il vino lambrusco, “ci consente di poter raggiungere, finalmente, l’obiettivo di poterci rivolgere, agli occhi del consumatore finale, in modo coeso e uniforme, valorizzando ancora meglio le singole ricchezze delle diverse denominazioni”.

Il futuro nuovo Consorzio Tutela Lambrusco rappresenterà circa 1,3 milioni di quintali d’uva, per la stragrande maggioranza di Lambrusco, anche se includerà altri vitigni.

Tutti i consociati, ora, hanno due mesi di tempo per interrogare i relativi consorzi in merito alla fusione per incorporazione e a settembre saranno convocati all’interno di un’assemblea plenaria sovrana che dovrà definitivamente votare l’intera operazione.


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